Iron Maiden – O2 Arena, Londra (UK) 5 agosto 2011

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Al culmine di un tour mondiale che ha incluso città mai visitare prima (Jakarta, Bali su tutte) gli Iron Maiden si sono esibiti per la penultima data del “Final Frontier World Tour 2011” alla O2 di Londra nella prima delle due serate previste nella capitale inglese. L’area concerti è strapiena, il doppio sold out registrato da mesi fa sì che il palazzetto sia gremito in ogni ordine di posti per il ritorno della Vergine di Ferro nella capitale dopo diversi anni di assenza. Veniamo ora al concerto: se l’atmosfera e l’attesa erano quelle delle grandi occasioni la performance non è stata da meno; i sei vecchietti si dimostrano sempre in gran forma, sempre sorridenti ed entusiasti di trovarsi ancora di fronte ai loro fans e lo dimostrano ad ogni nota, ogni coro, ogni corsa sul palco infiammando gli oltre 15.000 spettatori presenti.
Lo stage set si presenta con ben poche variazioni rispetto al tour antipasto dello scorso anno (salvo un Eddie versione gigante nell’immancabile Iron Maiden) e risulta essere il punto più debole dello show (per quanto le luci siano sempre eccellenti e la scenografia dignitosa): se negli anni 80 le scenografie degli Iron erano tra le più spettacolari e moderne ora invece l’insistere sulla stessa collaudatissima formula offre una sensazione di rallentamento rispetto ai tempi: dei cambiamenti e ammodernamenti per rendere più spettacolare il palco e gli effetti farebbero soltanto bene soprattutto se paragonati agli spettacoli “visivi” offerti dai palchi e scenografie delle altre big band mondiali.


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La scaletta vede l’introduzione di più canzoni del nuovo album rispetto al 2010 (personalmente avrei preferito un paio di pezzi diversi da The Final Frontier) e per quanto io stesso sia sempre alla ricerca di brani più raramente suonati ho trovato positiva la scelta delle track: i tour storici già fatti e quello che probabilmente arriverà dovrebbero accontentare più persone possibili. Poco prima delle 21.00 luci spente “Doctor Doctor” e quindi “Satellite 15″ che lascia poi spazio a “The Final Frontier” e quindi “El Dorado”. La band è in formissima ma il sottoscritto trova poco adatte le due canzoni per un inizio di concerto meno coinvolgente rispetto anche al recente passato. Si fa realmente sul serio da “Two minutes to midnight” che infiamma tutto il palazzetto a “The Talisman” eseguita alla perfezione e che trova conferma live della sua caratura da “grande classico”, così come l’orecchiabile “Coming Home” sempre tratta dall’ultimo album.


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Si prosegue su altissimi livelli con prestazioni eccellenti, Dickinson e Harris inarrestabili nelle loro corse sul palco, il trio di chitarre preciso come sempre e un McBrain in ottima forma alla batteria. Il pubblico dimostra di apprezzare cantando a squarciagola i ritornelli più famosi, lasciandosi coinvolgere da Dickinson, sfogandosi sui classici ma rivelandosi meno caldo rispetto all’audience nostrana, specialmente nel non offrire i “nostri” cori ripetuti e di inneggiamento anche tra una canzone e l’altra. “When The Wild Wind Blows” non è troppo adatta alla dimensione live mentre “The Wicker Man” e “Blood Brothers” trascinano l’audience fino al gran finale e agli encore. C’è ancora tempo per lo scatenato Dickinson di annunciare che “The Final Frontier” non sarà l’ultimo album ma che i Maiden hanno intenzione di sfornarne un altro (probabilmente tra 2-3 anni) e che salute permettendo non smetteranno ancora per un po’.
Il finale affidato a “The Number Of The Beast”, “Hallowed Be Thy Name” e “Running Free” è naturalmente da urlo dopo un’ora e cinquanta di concerto di classe che lascia tutti contenti fino alla prossima volta…La prossima volta appunto: quando sarà? Forse già il prossimo anno, forse per un tour storico, i lavori sono in corso e cercheremo di tenervi prossimamente aggiornati: per ora ci siamo goduti questo altro gran concerto da parte dei sei terribili inglesi che non accennano né a mollare né a mostrare segni di stanchezza regalando ad ogni data il solito grande spettacolo.

Setlist: Satellite 15..The Final Frontier-El Dorado-23.58-The Talisman-Coming Home-Dance Of Death-The Trooper-The Wicker Man-Blood Brothers-When The Wild Wind Blows-The Evil That Men Do-Fear Of The Dark-Iron Maiden-The Number Of The Beast-Hallowed Be Thy Name-Running Free.

Grazie a Lorenzo Rigamonti

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