Jack Savoretti live a Milano, Blue Note 11 marzo 2014

Jack Savoretti è un figo. Lo ha dimostrato nuovamente nel concerto tenutosi al Blue Note di Milano l’11 marzo 2014. Ha la presenza, ha la voce, suona bene la chitarra e sa scrivere quelle canzoni cantautorali british che vanno parecchio nell’ultimo periodo (vedi Nutini, Wainwright e via dicendo). Sia chiaro, lui all’estero è già abbastanza quotato, diversi pezzi suoi sono finiti nelle serie tv, ha aperto gli show del Boss e di Neil Young e non è certo l’ultimo arrivato.

In Italia lo è eccome invece, nonostante qualche apparizione in tv sul finire dello scorso anno, Jack viene per fare qualche data nel nostro paese e farsi fondamentalmente conoscere. Le date a dire il vero sono aumentate fino a diventare dieci, le serate sono belle piene di gente e Savoretti (accompagnato dai Dirty Romantics) sta confermando quanto di buono viene detto su di lui al di là della Manica anche nella Penisola dove è nato suo padre tempo fa.

La sua umiltà e la sua umanità conquistano istantaneamente. Capita sia quando lo si intervista (qui ho scritto qualcosa su di lui), sia quando si presenta sul palco a persone che di lui hanno solo sentito parlare. Dopo le 23 al Blue Note non tutti sono lucidissimi, nemmeno Jack e i suoi musicisti sono esattamente sobri, ma è giusto così. L’ora abbondante di set acustico/elettrico scorre che è un piacere, sonorità soft rock, country, folk e quel cantautorato indie che fa tanto alternativo col borsello gonfio di soldi (non chiedetemi quanto costa bere un calice al tavolo stasera, non fatelo), si amalgamano alla perfezione in un sound che non è certo innovativo ma è dannatemente affascinante. Savoretti sa bene come creare emozioni e trasferirle a chi lo ascolta, alternando motivi più incalzanti e allegri a ballad sofferte e intime.

Il riscontro è eccellente, tanto che quando Jack a mezzanotte e un quarto se ne va dopo aver cantato la cover di Battisti (Ancora tu), si vorrebbero sentire ancora due o tre brani. Ma il cantante è visibilmente stanco, visto che alle 21 ha già fatto un altro concerto sullo stesso palco. Consigli per l’ascolto? Sicuramente Changes, Take Me Home, Not Worthy e Knock Knock, per farvi una buona idea di quanto sia interessante la sua musica. Ma la chiave è vederlo dal vivo, quando il cantautore trasuda (madò se suda) energia e passione a ogni strofa cantata con aggressività e trasporto. Il futuro è suo, il presente del letto che mi attende mentre ancora mi ronza nella testa il verso Bad News Bad News, I’m Talkin’ To You

Foto di Marco Brambilla

jack-savoretti-milano-2014



Condividi.