Joe Cocker, B.B. King – Summer Festival, Lucca 15 luglio 2011

Joe Cocker BB King Summer Festival Pistoia 15 Luglio

Possiamo affermare, senza paura di smentite, che questa sia l’estate italiana con più offerta musicale di sempre. Ogni sera, in ogni angolo della nostra penisola è possibile uscire di casa e trovare un concerto di dimensioni medio/alte, talvolta enormi e spesso più di uno nella stessa serata.

Luglio da molti anni a Lucca è sinonimo di musica d’alta classe: il Summer Festival è forse l’unica kermesse a non sbagliare davvero niente da diverso tempo, con cast spesso esclusivi e una location come poche nel mondo. Il 2011 non poteva essere da meno e una serata come questa, con due headliner di tale statura, conferma il prestigio assoluto della manifestazione. Da notare innanzitutto che non si è trattato di un concerto di Joe Cocker più “special guest”, ma di una vera e propria divisione del palco tra due mostri sacri della musica mondiale, anche perché è difficile immaginare qualcuno così pazzo da farsi aprire un concerto da un ospite come BB King…Il Re del blues sale sul palco solo dopo l’intro lunghissima della sua band e si siede sull’ormai classica sedia che lo vedrà impegnato durante tutto l’arco dello show: non può più suonare in piedi, ma lo spettacolo è assicurato dalle battute continue, dalle provocazioni al pubblico e da una simpatia contagiosa, oltre che da una classe immensa che non vuole abbandonarlo nemmeno ad ottantasei anni. La setlist non è più quella di sessant’anni fa (e vorrei vedere!), ma è così bello stare tutti insieme ad ascoltare un uomo che ha dato così tanto alla musica che ascoltiamo, che un’ora si trasforma in un tempo indefinibile. “Rock Me Baby”, “You Are My Sunshine” e “When The Saints Go Marchin’ In” da soli valgono la trasferta a Lucca.

E’ dunque il momento di Joe Cocker, al ritorno in Italia dopo la data milanese dello scorso autunno. Il nuovo album è stato accolto molto bene da pubblico e critica e Cocker ha dimostrato ampiamente di poter reggere ancora le grosse folle di un tempo. La setlist è composta in buona parte di cover e la cosa non stupisce, visto che alcuni dei suoi più grandi successi sono stati proprio rivisitazioni di grandi brani. La classe e il tono del cantato non sono cambiati di una virgola e anche se le urla sguaiate ora sono un po’ più “marcie”, al pubblico pare non importare affatto. Anzi, vedere il vecchio Joe sforzarsi per riprodurre i versi di un tempo ha un nonsoché di commovente e straziante allo stesso tempo. I Beatles regnano sempre sovrani con versioni da brividi di “Come Together”, “With A Little Help From My Friends” e “She Came In Through The Bathroom Window”, ma il pezzo che fa scaldare di più gli animi, come immaginabile, rimane “You Can Leave Your Hat On”, legato per sempre allo spogliarello di 9 Settimane e ½. Chiusura maestosa con “Cry Me A River” e “High Time We Went”, prima di prometterci un ritorno immediato…

Luca Garrò

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