John Abercrombie Organ Trio – Auditorium Parco della Musica, Roma 14 aprile 2010

Da “Unforgettable” ad “Unpredictable”

Chiedo scusa, amati lettori, se inizio questa recensione con un gioco di parole. Il primo brano, tanto per scaldare un po’ l’atmosfera, è quell “Unforgettable” ormai divenuto uno standard del jazz. Ma da un artista come Abercrombie (1944) l’unica cosa che puoi attenderti è l’inatteso. Non c’è frase, non c’è accenno, non c’è arpeggio sul quale l’attenzione dell’ascoltatore possa riposare.

Abercrombie, con la sua faccia da mastro birraio, con quel fare sornione, da tenente Colombo, dal profilo basso, quasi sotterraneo, ci trasporta nel suo involuto mondo di note e di suoni. Come un torrente che sparisce, d’un tratto, sotto il terreno per riapparire al momento meno atteso, nella modalità meno scontata, spumeggiante o disteso, inquieto o sereno, in un processo continuo di ricerca, innamorato della nota giusta, di quella nota suonata ora, qui, subito, corteggiata, inseguita, irrinunciabile.

Ogni brano inizia quasi in sordina, con gli occhi chiusi in una concentrazione perfetta ed assoluta. Si dipana in modo contratto e, quando cede alle lusinghe del lirismo, lo fa solo per accenni, quasi a dire questo è quello che volevo ma ora… si va altrove.

I suoi due partner, perfetti nell’alchimia delle idee, non sono nulla di meno. Entrambi sono pesci che si muovono a guizzi dentro un acquario di idee sofisticato e poliedrico. Entrambi si mimetizzano, giocano col capo, ironizzano, citano, si sfidano. Si tratta di comprendere che l’improvvisazione è una linea più che continua frastagliata, più che lineare logaritmica. Non c’è riposo, non c’è tregua al flusso di coscienza. Così ascoltiamo: Timeless, Ralph’s Piano Waltz, John’s Waltz ed altro. Spunti di una vita di ricerche, di sperimentazioni, di collaborazioni (da Jan Hammer -quello che poi scriverà le musiche di Miami Vice – a Ralph Towner, a Jack DeJohnette, a Colin Walcott a Billy Cobham e via dicendo…).

E dunque, riepilogando: se cercate una musica consolatoria per la vostra vasca da bagno con candele ed incensi inclusi non è questa la serata per voi. Se, al contrario, vi va di inerpicarvi sul sentiero più difficile, quello che si crea di volta in volta, quello che si percorre una sola volta prima che torni a sparire, allora questo è il luogo, questo è il momento giusto.

John Abercrombie, chitarra
Jared Gold Versace, B3 Hammond Organ
Adam Nussbaum, batteria

Marco Lorenzo Faustini

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