John Zorn’s Moonchild – Teatro Manzoni, Milano 3 dicembre 2006

John Zorn torna a Milano, ancora per Aperitivo in concerto, dopo che due e passa anni fa ha presentato, proprio nell’ovazione del Teatro Manzoni, il progetto Electric Masada.

Sul palco un trio versatile ed esuberante. Joey Baron, polipo della batteria, collaboratore di Zorn e richiestissimo per il nuovo jazz di New York, Trevor Dunn al basso, già in Mr.Bungle, Fantomas e con aggressività chirurgica metal, e infine Mike Patton, plurimpegnato tra Fantomas, Pepping Tom, Mr.Bungle a sperimentatore con la sua voce. John Zorn rimane in cabina di regia a curare suoni e direzione.
Il trio mette a ferro e fuoco il teatro, dove la voce di Patton, usata come terzo strumento “jazz” solista al posto di chitarra o fiati urla, sbraita, sussurra, sputa, si fa ammaliante e poi tagliente, incentrata su un primitivismo verbale privo di parole compiute, sorta di versione al maschile di Diamanda Galas. Un’intensità e una tensione che ricordano le prove di Fantômas, Naked City e Mr. Bungle, ma soprattutto mostrano uno dei progetti più focalizzati di Zorn per una musica rituale tra spontaneità, improvvisazione e modernità.

Grazie a Luca Freddi

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