Journey, Udo – Bang Your Head, Balingen (GER) 26 giugno 2009

http://www.journeymusic.com/home - Photo by Frank C. Dunnhaupt

 

(http://www.journeymusic.com/home – Photo by Frank C. Dunnhaupt)

I festival in terra straniera, come ormai abbiamo imparato a conoscere attraverso i racconti di chi ormai li ha eletti a meta delle proprie “Metal Holiday”, sono ormai degli eventi che rasentano la mitologia; uno di questi é il tedesco Bang Your Head che si svolge a Balingen. Vengo spinto a questa trasferta limitata al solo primo giorno (quello successivo sarò al Gods of Metal) per la presenza di due colonne portanti del Metal e del Melodic Rock: sto parlando degli U.D.O. (vera e propria continuazione di ciò che furono gli Accept, non ci sono reunion che tengano) e degli americani Journey, paladini di quel rock melodico che tanto scalda il cuore anche ai più intransigenti metallari (la Classe, supera ogni etichetta e barriera).

Arrivo in tempo per assistere all’esibizione di una nostra vecchia conoscenza, ovvero la rediviva Lita Ford, che assaporò il successo negli ormai lontani 80’s; che dire, gli anni passano e si sentono, il pubblico la accoglie abbastanza freddamente, la band che l’accompagna non l’aiuta affatto in quanto  anonima, i pezzi si susseguono senza lasciare traccia. I due pezzi finali, che scuotono un minimo l’audience, Close my eyes forever (song all’epoca cantata in coppia con Ozzy Osbourne) e a Kiss me deadly chiudono un set privo di mordente.

Ben altra accoglienza viene riservata agli U.D.O., band che vizia la sua audience da più di vent’anni con album ed esibizioni mai sottotono, sempre compatti ed energici, e nemmeno questa sera deluderanno. L’intro della Acceptiana Metal Heart provoca un boato da parte del pubblico, che mostra di apprezzare sin da subito chi tra poco provvederà a sfamarli con un esibizione maiuscola. Udo Dirkschneider tiene in pugno  la folla con la sua voce graffiante che ormai é un marchio di fabbrica, mentre altri highlights dell’esibizione sono Princess Of The Dawn, Thunderball e Balls to the wall.
Gli U.D.O. hanno dimostrato ancora una volta cosa sia e come si fa l’heavy metal, il nuovo singolo Infected, che precede l’album di prossima pubblicazione, Dominator, non fa altro che ribadire il concetto.

Veniamo ora agli headliner della giornata, i Journey. La band è reduce da una serie di cambi dietro al microfono che avrebbe steso la maggior parte degli act in circolazione. Dopo la breve parentesi con Jeff Scott Soto (chiamato a sostituire Steve Augeri, che a sua volta aveva sotituito un certo Mr Steve Perry), il gruppo di Neal Schone, scova in internet uno sconosciuto Arnel Pineda e pubblica un album che fa tornare il sorriso a tutta la schiera dei loro preoccupati aficionados…
Veniamo al concerto: partenza in difficolta per il buon Arnel a causa di un problema agli earphones presto risolto; il pezzo di apertura, dopo un breve intro é affidato a Separate Ways (World apart) e da quel momento é tutto un susseguirsi di hits senza fine, passando per la nuova Never Walk Away, per le immortali Stone in Love, Ask the lonely, Only the Young, l’emozionante Lights e la bellissima Faithfully.
La band é compatta, il drumming del grandissimo Dean Castronovo non perde un colpo, la chitarra di Schone ricama melodie sontuose, e quando necessario, graffia potente. Ma la sorpresa, anche se sorpresa più non é, rimane sentire la voce di Arnel Pineda, una voce che sì, ricorda moltissimo il buon vecchio Perry, ma che delizia le nostre orecchie, un cantante che riesce a ritagliarsi il suo spazio sul palco e che coinvolge a più riprese un pubblico rapito dalle canzoni intramontabili che vengono eseguite una dietro l’altra.
Purtroppo lo show volge al termine, non prima però di stendere definitivamente tutti con un trittico da brivido rappresentato da Don’t stop believin, Be good to yourself ed Anyway you want it.
Due parole sul festival: organizzazione impeccabile, gran varietà di cibo (dal messicano al cinese, passando per grigliate e tutto quello che volete) a prezzi abbordabilissimi, ed uno sterminato numero di bancarelle che trasformano un concerto in un happening indimenticabile!

Lita Ford setlist: Larger Than Life, Black Widow, Can’t Catch Me, Gotta Let Go, Back To The Cave, Hungry,  Falling In And Out Of Love, Mr Crowley (solo Keyboards Intro), Piece (Hell Yeah), Betrayal, Close My Eyes Forever

U.D.O. setlist: Metal heart, Midnight Highway, They Want War, 24/7, Vendetta, Princess Of The Dawn, Living For Tonight, Man And Machine, Thunderball, Animal House, Holy, Balls To The Wall, I’m a Rebel

Journey setlist: The Journey (Revelation), Separate Ways (World Apart), Never Walk Away, Stone In Love, Rubicon, Only The Young, Ask The Lonely, Change For The Better, Lights, Edge Of The Blade, Wheel In The Sky, Chain Reaction, One More, Wildest Dream, Faithfully, Don’t Stop Believin’, Be Good To Yourself, Anyway You Want It

Grazie a Roberto Novia

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