Lady Gaga – Palaolimpico, Torino 9 novembre 2010

La musica di Lady Gaga non è niente di nuovo, una manciata di suggestioni anni ’80 e ’90 insaporite con spezie fresche dell’ultimo decennio. Allo stesso modo, i suoi show non mettono in mostra nulla di rivoluzionario, ma sono anzi infarciti di rimandi alle tante popstar che hanno calcato le scene prima di lei.

Eppure, in entrambi i casi il risultato è comunque potente, vuoi per la sapienza nel miscelare gli ingredienti, vuoi per l’innegabile presenza della giovane Stefani Joanne Angelina Germanotta. Se ne sono accorte le migliaia di fan che martedì 9 novembre hanno assiepato il Palaolimpico di Torino, un assaggio del Monster Ball Tour in attesa della doppia data di Milano, il 4 e 5 dicembre.
Una scenografia pomposa, fatta di megaschermi, teloni, impalcature e vari ammenicoli – da automobili a pianoforti infuocati, fino a un enorme mostro coi tentacoli in chiusura di concerto – ha fatto da sfondo ai balletti, ai monologhi tra una canzone e l’altra e ai repentini cambi d’abito di Gaga. Dall’intro e dal primo pezzo “Dance in the Dark”, fino alla chiusura col botto con “Alejandro”, “Poker Face” e “Paparazzi”, più bis trionfale sulle note del tormentone “Bad Romance”, l’impressione è quella di uno show studiato fin nei minimi dettagli e coordinato al secondo.
I ragazzi del pubblico acclamano e soprattutto fotografano con cellulari e macchine digitali varie, e Lady Gaga li coccola chiamandoli affettuosamente “little monsters”, piccoli mostri, in un richiamo al secondo album “The Fame Monster”. Nel mezzo, c’è pure il tempo per commuoversi della dedica al nonno Giuseppe Germanotta, scomparso di recente, e di ascoltare “You and I”, brano estratto dall’album in uscita nel 2011 “Born This Way”. Quasi due ore di spettacolo puro: chi è accorso per passione si sarà entusiasmato, chi invece è venuto come semplice accompagnatore non si sarà annoiato. E chi proprio non ne ha mai abbastanza, potrà fare il bis a Milano.

Piero Lisergi

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