Le Luci della Centrale Elettrica, foto e report del concerto di Torino dell’11 aprile 2014

Le Luci della Centrale Elettrica si sono esibite all’Hiroshima Mon Amour di Torino, l’11 aprile 2014, all’interno del tour che promuove il nuovo album: “Costellazioni”. Quando ci si appresta a parlare di Vasco Brondi e del suo progetto musicale la prima premessa indispensabile e banale da fare è la seguente: o ne sei innamorato o ne sei schifato. Punto. Nulla da aggiungere.

Difficilmente altri artisti sono in grado di creare una spaccatura così netta negli ascoltatori e creare un popolo agguerrito di detrattori e di folli estimatori. È difficile infatti avvicinarsi a questo tipo di forma canzone che, seppur estremamente dipendente da tutta una serie di figure storiche di riferimento del panorama musicale italiano, è arrivata a creare un proprio linguaggio. Le Luci della Centrale Elettrica, un riparo dietro al quale Vasco Brondi si è spesso rintanato, altro non sono che una sola unica e inconfondibile persona. A questo live mi sono presentato con alle spalle un amore logorante per “Canzoni da spiaggia deturpata” a cui ha fatto seguito episodi meno brillanti, fino all’ultimo atto, “Costellazioni” che non riesco ancora ad amare fino in fondo, pur apprezzandolo. La paura era quindi quella di assistere ad uno spettacolo che avrebbe messo la parole fine ad uno dei miei più struggenti amori musicali post adolescenziali.

Ad un Vasco acclamato dalla folla (una tournée dai numeri sorprendenti) sono bastate poche canzoni, “La Terra, l’Emilia, la Luna”, “Cara catastrofe” e “Macbeth nella nebbia”, per catturarmi totalmente. Quelle parole, che ti possono anche fare schifo, che puoi non capire, ma che se le vivi ti scavano la gola ed il cuore, erano al loro posto. Al centro di un palco in cui ogni elemento era contorno e pilastro. Sì, perché la scelta degli arrangiamenti è vincente anche sui pezzi del passato e crea un’atmosfera dai suoni perfetti anche quando si sceglie di puntare solo sulle percussioni elettroniche o gli effetti di noise. Un connubio senza sbavature che lascia spazio alla voce di Vasco Brondi che esce in mezzo al rumore per graffiarti l’anima pur senza averne le doti necessarie, ma è esattamente quello che ci vuole. Un live nel quale diventano sempre più necessarie Le Luci per sorreggere Vasco, che allo stesso tempo si mostra come vero leader. Un frontman che non si nega mai, che parla con i fan ai quali augura di essere “felici da fare schifo”.

L’ora e mezza di concerto scivola via concentrando ovviamente molto spazio sul nuovo lavoro in uno show in cui anche i pezzi meno riusciti dell’album guadagnano moltissimo. Non sarà probabilmente un’esibizione dal vivo a farvi cambiare idea su questo dibattuto fenomeno contemporaneo della musica italiana e forse è giusto che sia così. Ma questo live è la casa perfetta per quelle parole che se riescono a toccarti, dal vivo lo faranno con una violenza ancora più feroce.

Fotografie a cura di Andrea Marchetti.


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