Ligabue – Stadio del Conero, Ancona 19 maggio 2006

  (www.ligachannel.com)

Prende il via l’ennesima leg del tour del Liga nazionale. Dopo i palazzetti è adesso il turno degli stadi, si comincia ad Ancona questa volta, in uno stadio che ha sicuramente trasmesso alla band la voglia di musica che riempiva ogni singolo convenuto alla serata. Scenografia contenuta rispetto alle ultime apparizioni: Luciano Ligabue punta maggiormente sull’atmosfera e sulle emozioni che vuole suscitare nell’ascoltatore durante i propri pezzi. Si parla sempre di un palco enorme e di un impianto luci grandioso, comunque niente di trascendentale. Accompagnato da una line-up di alto valore, Banda, Clan Destino e Mauro Pagani, il Liga ha dato il via alle danze con “Il Giorno Dei Giorni”, inanellando un brano dopo l’altro, concedendosi pochissime pause e relativamente poco coinvolgimento con la platea. Ha dispensato sorrisi e invitato a cantare, ma non aveva la solita voglia incredibile, quel modo di fare istintivo e graffiante, che lo ha fatto diventare amatissimo. Possiamo concederglielo comunque, oramai è indiscutibilmente un interprete di spicco del rock italiano, i suoi pezzi sono sostanzialmente sempre quelli e ha raggiunto un livello di popolarità che sembra cominci a pesargli. Non voglio essere negativo, quello di stasera è stato un bel concerto, tuttavia sottotono rispetto a quelli a cui abbiamo assistito negli anni scorsi. L’impatto è sempre buono, la sua voce difficilmente lo tradisce e questo è solo il calcio d’avvio alla tournèe, quindi normale che qualche meccanismo debba ancora oliarsi. L’unica cosa che non capisco è la volontà di avere sul palco ottantasette asce per brani che ne richiederebbero forse un paio. Visivamente ha il suo perché, quando però i Marshall vengono settati per non essere eccessivamente disturbanti o quando non ci sono duetti tali da richiederne l’utilizzo, che senso ha avere più chitarre degli Iron Maiden on stage?
Ho molto apprezzato invece il fatto che siano stati riproposti tantissimi brani, un magnifico best of della carriera del Liga, senza indugiare eccessivamente sull’ultimo disco “Nome E Cognome”. Indubbio rimarcare che composizioni come “Balliamo Sul Mondo”, “Certe Notti” e “Urlando Contro Il Cielo”, benché dirette e semplici, facciano oramai parte della collettività e che hanno, volenti o nolenti, segnato in modo indelebile la musica degli ultimi anni. Questo merito è più che sufficiente per assolvere il rocker emiliano e dargli appuntamento a un nuovo studio album quanto prima.

Setlist: Il giorno dei giorni – Tutti vogliono viaggiare in prima – L’amore conta – Quella che non sei – E’ più forte di me – L’odore del sesso – Il giorno di dolore che uno ha – Lambrusco e pop corn – Happy hour – Il mio nome è mai più – Anime in plexiglas – Bar Mario – Sarà un bel souvenir – Marlon Brando è sempre lui – Viva – A che ora è la fine del mondo – Regalami il tuo sogno – Ho messo via – Piccola stella senza cielo – Questa è la mia vita – Le donne lo sanno – Balliamo sul mondo – Libera nos a malo – Tra palco e realtà – Certe notti – Urlando contro il cielo – Leggero – Sono qui per l’amore.

P.N.

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