Limp Bizkit – Palasharp, Milano 18 settembre 2010

Poca sostanza e molto cazzeggio: così si traduce lo show dei Limp Bizkit a Milano. Diversamente dall’anno scorso vengono proposte “Hot Dog” e “Boiler” a discapito di “Show Me What You’ve Got”, “Rollin’” viene introdotta da una “Trust?” stoppata appena prima del verso; il resto sono le solite hit di contorno (scaletta immutata insomma) accolte da grandi boati.

Il sottoscritto sperava di sentire almeno questa volta “Pollution” o “Couterfeit” (che è stata in verità canticchiata da Durst durante una delle fasi ‘cazzeggio’), ma l’impressione avuta durante tutto lo show è che il frontman a cantare le parti più intense non ce la faccia più, preferendo così evitare certi pezzi o azzerare quasi la propria voce come è successo davvero troppo spesso durante lo show.

I Limp Bizkit sono arrivati al successo tanto rapidamente quanto sono poi scomparsi dalla scena post rap metal, complice anche la temporanea defezione di Wes Borland; hanno tuttavia la fortuna di avere composto due dischi con una densità di hit pazzesca. A quasi un decennio dalla loro fase calante sono di nuovo tra noi, formazione al completo, con un nuovo album in uscita; ma soprattutto la cosa fondamentale è che la gente è ancora interessata a loro, perché il Palasharp è discretamente pieno: insomma i presupposti per un grande ritorno e per fare bene ci sarebbero tutti.
Memore tuttavia dell’esibizione deludente dello scorso anno al RII (co-headliner assieme ai Faith No More e appena un’ora di scaletta) sapevo che anche questa volta non sarebbe stato molto diverso. Partire prevenuto ha smorzato così la delusione: un concerto di un’ora e mezza, farcito di chiacchierate, di slogan stile “vogliamoci bene, vi vogliamo bene”, di pseudo cover accennate, di basi messe in loop per riempire i vuoti e interminabili pause. Potrebbero quindi i Limp Bizkit di oggi regalare ai fans un concertone? Per intanto si adagiano sugli allori facendo il compitino: al pubblico bastano “Nookie”, “Faith” e “Take A Look Around” per godere. Se in quei 20 minuti abbondanti di nulla avessero piazzato altri 4-5 brani si parlerebbe di tutt’altra esibizione, così invece il voto ottenuto è appena la sufficienza. I Limp Bizkit attuali vanno presi così, prendere o lasciare.

Setlist: Pure Imagination (Intro) – Why Try – Break Stuff – My Generation – Livin’ It Up – Eat You Alive – Hot Dog – My Way – Re-Arranged – Boiler – Rollin’ (Air Raid Vehicle)
Encore: Behind Blue Eyes – Nookie – Take A Look Around – Faith

Nicolò Barovier

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