Litfiba Milano Alcatraz 31 gennaio 2013

I Litfiba si sono esibiti in concerto a Milano all’Alcatraz il 31 gennaio 2013. Sì è trattata della seconda data del tour celebrativo della Trilogia del Potere 83-89Ed è difficile scrivere qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto per la tappa numero uno, andata in scena proprio il giorno prima nel medesimo luogo. Sia perché la scaletta è stata identica, sia perché, soprattutto, identico è stato lo spettacolo offerto da Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, tutti e quattro già nella line – up originale che scrisse i capolavoriDesaparecido” (1985), “17 Re” (1986) e “Litfiba 3” (1988), senza dimenticare il fondamentale contributo di Luca Martelli alla batteria. In breve, si è trattato di un evento memorabile per chi è cresciuto con i dischi dei Litfiba degli anni Ottanta (ma consigliamo l’esperienza anche ai novizi, senza alcun dubbio), una serata in cui il coinvolgimento emotivo è arrivato ai livelli di guardia, uno show condotto con mano più che sicura dal quintetto, in ottima forma e affiatato come se i suoi componenti non avessero mai smesso di suonare assieme. Quello che ha stupito più che positivamente è stata pure la tenuta vocale di Pelù: sul fatto che fosse un frontman d’eccezione non c’erano dubbi, eppure sentirlo cantare così bene per tutta la durata del concerto, quasi due ore e mezza per 24 intensissime canzoni, è stata la ciliegina sulla splendida torta. Lode ai Litfiba, quindi, che hanno preparato questi appuntamenti con cura e professionalità, zittendo inoltre coloro i quali ritengono la band nata a Via de’ Bardi, Firenze, Italia sopravvalutata e fautrice di un rock mestamente nazionalpopolare: nulla di più falso, e se costoro fossero stati presenti in una delle due esibizioni meneghine non avrebbero potuto fare a meno di mordersi la lingua.

Per chi non c’era o era un bambino negli anni Ottanta questa celebrazione è manna dal cielo, un sogno che finalmente si realizza. Non solo perché il fortunato ha la possibilità di riascoltare tutti i più grandi brani composti nel periodo new wave del complesso toscano, quando faceva concorrenza ai Diaframma nella scena del “nuovo rock tricolore“; ma anche perché, oltre a chicche assolute quali “Transea” e “Versante est“, l’ascoltatore si può rendere conto di quanto composizioni come “Guerra“, “Tex“, “Ferito“, “Gira nel mio cerchio“, “Amigo” (dedicata da Piero a Ringo De Palma) e “Cane“, solo per fare qualche esempio, siano multiformi e in grado di mutar sembiante se proposte sulle assi di un palco. Certo il loro sostrato wave, oscuro e poetico (“Pierrot e la luna” e “Ballata” rimuginano un decadentismo simbolista che ancora oggi mette i brividi), rimane intatto, ma l’energia sprigionata live è capace di mostrarne le nervature più “hard“, rendendole talora aspre e metalliche, talaltra magnetiche e psichedeliche, sempre e comunque bellissime. Se, in aggiunta, a riversarle sugli astanti c’è una band in palla e dal tiro micidiale come lo sono i “vecchi-nuovi” Litfiba di questo inizio 2013, allora il miracolo si è compiuto e il tempo si è davvero fermato. Non in senso letterale, purtroppo, ché le due ore e mezza sono volate senza un unico momento di noia, lasciando la voglia di ripetere l’esperienza il prima possibile (a marzo e aprile, quindi).

Scaletta: Eroi nel vento, Tziganata, La preda, Transea, Istanbul, Guerra, Versante est, Apapaia, Pierrot e la luna, Ballata, Elettrica danza, Re del silenzio, Gira nel mio cerchio, Cane, Ferito, Louisiana, Il vento, Santiago, Paname, Ci sei solo tu, Corri, Amigo, Resta, Tex.

Stefano Masnaghetti

Foto di Rodolfo Sassano (data dal 30/1)

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