Machine Head + Guests – Alcatraz, Milano 9 febbraio 2010

machine head hatebreed bleeding through milano 2010

Ad un anno e qualche mese di distanza dalla data di supporto con gli Slipknot, i Machine Head tornano in Italia per quella che dovrebbe essere l’ultima parte del tour di supporto a “The Blackening”, iniziato nella primavera del 2007. Una data capace comunque di radunare un pubblico piuttosto numeroso in quel di Milano, grazie anche a due band, Hatebreed e Bleeding Through, che godono di un seguito fedele e che, soprattutto, dal vivo fanno sempre il loro sporco dovere.

Breve set, ma intenso, per il combo di Orange County: una manciata di brani, tra cui un paio di estratti dal recente “Declaration” e quel capolavoro del metalcore chiamato “Love Lost in a Hail of Gun Fire”, capaci di consolidare in poco meno di 30 minuti lo status di leader incontrastati del genere. Anche per loro ultime date prima del ritorno in studio, per una release che dovrebbe uscire già quest’anno.

Gli Hatebreed sono così tamarri che tutte le eventuali lacune dei loro show passano in secondo piano: dalla proposta che, alla lunga, un po’ annoia al fatto che Jamey Jasta già dopo i primi brani arranca a livello vocale, arrivando alla fine in maniera quasi imbarazzante. Una scaletta con tante esclusioni sofferte (ad esempio, “Straight to your face” e la opener dell’ultimo disco omonimo “Become the fuse”) che però può essere presa come un vero e proprio best of. Una band capace di riunire nella loro fan base i ragazzini e gente più “anziana”, con il paradosso di vedere i più attempati in panico e i giovani indifferenti di fronte ad una “Empty promises” e la situazione inversa nella conclusiva “Destroy everything”. Band non in formissima, che però riesce a colmare le evidenti lacune con un carisma e una carica impressionante: a conti fatti, uno show comunque positivo.

Ennesimo show dei Machine Head in Italia dal 2007 ad oggi: una forma fisica invidiabile, dei suoni non perfetti ma potenti (anche dal punto di vista dei decibel) e una scaletta da panico hanno reso questo concerto di inizio febbraio il migliore di tutto il tour. La band, per l’occasione, ha deciso di proporre delle sorprese in scaletta, oltre ai classici e ai brani dell’ultima release “The blackening”: il risultato è che i californiani si sono ricordati di aver fatto un breve periodo ‘filo’-numetal, pescando dal cappello tracce dimenticate come “The burning red”, “Exhale the vile” e “Bulldozer” (anche se questa era già stata ripresentata nelle date della scorsa estate in Europa). Grosse sorprese anche dal fronte “The more things change”, che presenta in scaletta, oltre a “Ten ton hammer”, anche “Spine” e “Struck a nerve”.

Una band nella quale ogni musicista riesce ad avere il suo ruolo: ottimo il lavoro alla batteria di Dave McClain e il supporto vocale e il lavoro strumentale, rispettivamente a chitarra e basso, di Phil Demmel e Adam Duce. Ma i tre vengono letteralmente oscurati da Rob Flynn: vero mattatore della serata, si conferma tra i migliori frontman e una vera e propria icona del genere. Grazie agli ultimi due dischi e ad un incessante lavoro on stage, i quattro sono riusciti a recuperare quanto perso con quello che, da molti, è definito il “periodo nero” dei Machine Head, diventando un act capace di riempire i club di medie-grandi dimensioni.

Uno show quasi perfetto, ma con due lacune fin troppo fastidiose: i passaggi da suoni puliti a distorti molto spesso sbagliati e dei volumi troppo alti che, grazie anche ad un’equalizzazione non perfetta, hanno reso l’impatto sonoro della band di Oakland a tratti fastidioso. “Davidian” chiude un martedì sera che ha portato a Milano tre band tanto distanti quanto vicine tra loro, per un live che sicuramente si giocherà le sue carte nelle classifiche dei migliori eventi metal-hardcore dell’anno.

Setlist Machine Head: Clenching the Fists of Dissent, Imperium, Beautiful Mourning, Spine, Ten Ton Hammer, Now I Lay Thee Down, Struck A Nerve, Aesthetics of Hate, Old, The Burning Red, Exhale The Vile, Bulldozer, Block
Encore: Halo, Davidian

Setlist Hatebreed: I Will Be Heard, Never Let It Die, Doomsayer, Tear It Down, In Ashes They Shall Reap, Everyone Bleeds Now, Hands Of A Dying Man, Live For This, To The Threshold, Proven, As Diehard As They Come, This Is Now, Empty Promises, Last Breath, Destroy Everything

Nicola Lucchetta

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