Madonna – San Siro, Milano 14 luglio 2009

Fonte: web

Girava una voce nel parterre denso di figliole e figlioli con magliettina rosa in attesa della popstar femmina per eccellenza: show a rischio. Qualche indiscrezione di troppo sul suo stato di salute era filtrata anche presso i fans che erano spaventati e attendevano le ore 21 come un moderno D-Day.

Si è fatta attendere ancora mezz’oretta, alimentando paure disparate, ma quando è partita “Candy Shop” tutti i cattivi pensieri sono svaniti e il prato del Meazza diventa di colpo l’Hollywood. Esatto proprio la famosa disco zeppa di tazzauri di varia estrazione, rintronante e devastante coi suoi bassi esageratamente pompati. Anche al concerto degli U2 qualcosa sul prato non andava, questa sera si è sentita una sorta di drum’n bass, drum’n heavy pounding deep bass se vogliamo rendere l’idea. Col tempo la situazione è migliorata, certo che i primi brani, diciamo fino a dopo “Get Into The Groove” hanno sofferto parecchio.
L’influenza Madonna l’aveva davvero, la voce ne ha risentito ma possiamo perdonarla, d’altra parte chiederle di guarire da un’ora con l’altra sarebbe stato troppo. Non si è comunque risparmiata Miss Ciccone, anzi ha dato tutto ciò che poteva saltando, ballando, esibendosi nelle solite coreografie e nelle provocazioni di rito utilizzando uno stage ricco di megaschermi ed effetti speciali. Onestamente il set è stato divertente, volessimo fare gli onanisti  sfigati che vanno ai gig per studiare quando il batterista sbaglia un attacco o quando una nota non viene tenuta a sufficienza, dovremmo dire che il concerto è stato salvato dal carisma che la star italo-americana dispensa a ogni movimento, a ogni singolo gesto, a ogni introduzione o ringraziamento che rivolge a una folla adorante. In buona sostanza, una serata piacevole benchè terribilmente calda, un live non perfetto danneggiato da un audio bruttino per mezz’ora ma tutto sommato godibile. Momenti migliori? Due direi: il grande finale con “Like A Prayer”, “Frozen” e “Ray Of Light”, e l’omaggio a Michael Jackson con tanto di ballerino vestito a ‘tema’ in ricordo di uno dei più grandi Artisti che la musica abbia mai visto su un palco.

Setlist: Candy shop, Beat goes on, Human nature, Vogue, Die another day, Get into the groove, Holiday, Dress you up, She’s not me, Music, Rain, Devil wouldn’t recognize you, Spanish lesson, Miles away, La isla bonita, Doli Doli, You must love me, Get stupid, Four minutes, Like a prayer, Frozen, Ray of light, Give it 2 me.

Piero Lisergi

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