Manowar – Olympiahalle, Monaco di Baviera 23 marzo 2007


Gitarella Bavarese per OUTune, invitato a seguire una delle date del tour tedesco di supporto al nuovo “Gods Of War”. Diciamo subito grazie a Kizmaiaz (ciao Pam!, ndr) e a tale “Dino” che ha facilitato il nostro ingresso come ‘guest’ dopo qualche problema con le liste.

La venue non è strapiena, ci sono almeno 5/6000 persone che aspettano con ordine e civiltà l’inizio del concerto dei propri beniamini, applaudendo le prestazioni di Holy Hell e Rhapsody Of Fire. Sui primi posso esprimere poche impressioni dato che l’entrata nel palazzetto è coincisa con i loro saluti ai convenuti.
Note positive per i nostri compatrioti, che hanno ben figurato di fronte a una platea poco partecipe ma comunque curiosa alla proposta dei Nostri. Inutile dire che il coinvolgimento maggiore si è avuto sulla conclusiva “Emerald Sword”, ma i tedeschi hanno apprezzato molto anche “Lamento Eroico”, pezzo nel quale Lione ha dato il meglio di sé.

Un palco imponente, uno schermo retrostante la scena, e il classico intro sinfonico accoglievano la band di DeMaio, che partiva con “Manowar”, classico incipit delle performance del gruppo statunitense. L’audio era incredibilmente più basso del solito, la nitidezza dei suoni ne guadagnava e da subito si capiva che i quattro erano in serata di grazia.
A dispetto di uno studio album (che verrà presentato nella parte finale del set) non esattamente esaltante, la band si dimostra in ottima forma: Eric Adams canta divinamente per quasi tutto lo show (farà fatica alla fine ma è comprensibile!), Logan, spesso considerato il punto debole del combo, svolge bene il suo compito senza sparare novemila note consecutive senza senso nei solos, cercando un maggiore feeling e trovandolo in brani di molti anni fa, Columbus è il solito…ma anche per questo gli vogliamo bene. Joey passa molto meno tempo a fare proclami e assoli, limitandosi a un siparietto con fighetta di turno e chitarrista improvvisato tirato su dal pubblico.

Dicevamo di un gruppo compatto e voglioso anche di suonare pezzi che da diverso tempo non trovavano spazio nelle setlist: “Gloves Of Metal”, “Holy War”, “Each Dawn I Die”, “Secrets Of Steel”, “Mountains” e “The Oath” sono state veramente delle bombe a idrogeno che hanno mandato in visibilio la parte più conservatrice presente all’Olympiahalle. Il resto della platea ha goduto su “Warriors Of The World” e “Die For Metal” (peccato siano mancate “Kill With Power” e “Hail & Kill” ma non si può avere tutto dalla vita), palesando qualche imbarazzo durante i classiconi di cui sopra.
La parte conclusiva del concerto, dalla durata complessiva superiore alle due ore, è stata dedicata alla rappresentazione di alcuni estratti del nuovo platter. Ecco quindi filmati di combattimenti e battaglie apparire sullo schermo, figuranti impegnati on stage a scannarsi e ad accompagnare la musica dei Manowar, che in questo frangente fa da colonna sonora a queste scene. In un contesto simile, “Gods Of War” acquista almeno un senso: la dimensione live fa guadagnare punti a brani poco ispirati e a interludi orchestrali e parlati eccessivamente prolissi su disco. Il finale con tanto di fiammate pirotecniche congeda il pubblico, lasciandoci la sensazione di un gruppo ancora grandioso dal vivo ma con le idee “confuse” in studio. Stasera comunque, i Manowar hanno confermato di essere ancora on stage i Kings Of Metal di sempre, sboroni, eccessivi e coinvolgenti.

Setlist: Manowar – Call to Arms – Gloves Of Metal – Each Dawn I Die – Holy War – Mountains – Secrets of Steel – William’s Tale – The Oath – The Gods Made Heavy Metal – Die For Metal – Kings Of Metal – Warriors Of The World – Black Wind Fire And Steel – Blood of Odin – Sons Of Odin – Glory Majesty Unity – Gods Of War – Army Of The Dead Part. 2 – Odin – Hymn Of The Immortal Warrior – The Crown And The Ring (outro).

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