Marilyn Manson – Palasharp, Milano, 27 novembre 2009

Il concerto di Marilyn Manson a Milano del 27 Novembre 2009 è stato magnifico! Dopo l’infinito intro fatto di voci radiofoniche spezzate, suoni metallici e altri effetti a cavallo tra l’intro di “Wish you Were Here” dei Pink Floyd e i suoni tipici di “Mechanical Animals” il grande telone nero che copriva il palcoscenico cala mostrandoci…


assolutamente niente! Bisogna aspettare infatti qualche minuto perchè l’enorme coltre di fumo emanata si disperda, le uniche cose visibili nei primi istanti sono i fasci di laser rosso che partono dalle dita di Marilyn Manson, l’ennesima trovata scenica spettacolare di questo artista sorprendente.

La canzone che apre il delirio è la holywoodiana “Cruci-Fiction in Space” prima chicca di una scaletta che ne riserverà varie, per questa volta infatti il Reverendo ha lasciato a casa anche classici come “Tourniquet” e album interi quali “Portrait of an American Family”, “The Golden Age of Grotesque” e “Eat Me, Drink Me” per farci godere con canzoni insperabili quali “Rock ‘n’ Roll Nigger”, cover di Patti Smith, “Coma White” (in realtà un classico, ma proposto col contagoccie dal vivo) e “Dried Up, Tied and Dead to the World” dall’album Antichrist Superstar.
Era dal 2003 che non si era visto Manson cantare come stasera, nel 2003 e 2005 fu al limite della sufficienza, nel 2007 riuscì a tenere meglio le canzoni, in questa data milanese 2009 mi ha sinceramente stupito! Ho sentito un Manson-cantante che temevo fosse morto col “Guns, God & Government World Tour” del 2001, del quale ho consumato il DVD.

La seconda canzone proposta è “Disposeable Teens” (eseguita spesso per seconda) ma prima ci viene regalata un’incazzatura autentica di Marilyn con un fan delle prime file reo di avergli tirato del liquido addosso (non si è capito se fosse acqua o Martini…), dopo averlo insultato per più minuti in modo assolutamente spettacolare (magnifico il “porta il tuo culo italiano qui sul palco!”), avergli dato un pugnetto simile a una carezzina con l’intento di umiliarlo definitivamente e dopo aver assicurato tutti gli altri di avercela solo ed esclusivamente con lui (“A voi altri vi amo”) lo ha fatto portare in tribuna, lontano da quelle prime file che aveva conquistato con la fatica che possiamo immaginare.
Le canzoni dell’ultimo album “The Hight End Of Low” dal vivo fanno un’ottima impressione, nonostante “We Are From America” (dal testo 100% mansoniano!) sia stato il pezzo peggio cantato nel corso della serata.
Il concerto va avanti con una goduriosa alternanza tra “Antichrist Superstar”, “Mechanical Animals”, “Holy Wood” e un pò di “Smells Like…”.
Prima della magnifica “The Dope Show” (uno dei picchi assoluti della serata, eseguita con tanto di ciak con scritto “Milan”, riflettore mobile e cappello “da regista”) ci invita al mondo-dope dicendo che è il mondo dove ogni maschio può avere un membro più grande e ogni donna invece “a smaller pussy”… genio!.
Il classico “Sweet Dreams” non manca ovviamente, ed ogni volta mi emoziona pensare che una canzone possa cambiare di significato solamente essendo cantata da Manson, senza che lo stesso ne abbia cambiato neanche una parola, non a caso si tratta di una delle cover più famose degli ultimi decenni di musica pop-rock.

Immancabile arriva quel momento… il momento in cui il Reverendo chiede al suo pubblico “How does it feel… to be one of the beautiful people?”… partono i tamburi che danno il tocco tribale, quei cori del pubblico ripetitivi e marziali che sanno tanto di parata nazista, per introdurre il manifesto del Manson-artista, il capolavoro della coppia Manson-Twiggy (tornato nella band, come chitarrista), la primitiva, dionisiaca e oltreumana “The Beautiful People”, durante la quale si sprecano scene di delirio, euforia, panico e terrore. Lo show termina, come sempre, dopo circa un’ora e mezza, ma farlo di maggiore durata non avrebbe avuto senso, non si può resistere molto di più lì sotto.

Uscendo dal palazzetto un gruppo ben organizzato di volontari cattolici distribuisce un libricino dal titolo R.I.P., pubblicato dal sito diobuono.it.

Setlist: Cruci-Fiction in Space – Disposable Teens – Pretty as a Swastika – The Love Song – Irresponsible Hate Anthem – Four Rusted Horses – Devour – Dried Up, Tied and Dead to the World – Coma White / Coma Black – We’re From America – The Dope Show – Rock is Dead – Sweet Dreams – Rock ‘n’ Roll Nigger – The Beautiful People

Paolo Bianchi

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