Mark Tremonti Milano 23 ottobre 2012

Mark Tremonti si è esibito in concerto con la propria band solista al Tunnel di Milano il 23 ottobre 2012. Un appuntamento davvero unico per vedere il chitarrista di Creed e Alter Bridge in una location piccolissima (chiaramente sold-out) dove il contatto artista-pubblico è stato praticamente azzerato. In apertura da segnalare la buonissima prova di Marco D’Andrea, chitarrista dei Planethard, che ha presentato il proprio progetto strumentale, sicuramente da approfondire nel prossimo futuro.


Outune.net – Mark Tremonti & Eric Friedman ID for Italian Fans on MUZU.TV.

Mark e soci prendono lo stage intorno alle 21:30 per proporre tutti i pezzi del fighissimo “All I Was” più due bonus tracks che dovrebbero ben presto finire su iTunes. 70 minuti di rock duro fuso col metallo in un delirio di riff spesso intricati con un impatto veramente devastante: era parecchio tempo che non mi capitava di uscire da un concerto con le orecchie tumefatte, questa sera i volumi di Tremonti dentro il terribile Tunnel erano davvero pesanti. Una goduria intendiamoci, ma solo per chi conosceva bene (ma bene) tutti i brani proposti. Mark è la solita bestia: uno dei chitarristi più influenti in assoluto degli anni zero che si rimette ancora in gioco dall’inizio per il gusto di farlo, per la passione pura per la musica (concetto meglio espresso durante l’intervista svolta con lui ed Eric Friedman nel pomeriggio prossimamente online). Vederlo scapocciare come un metallaro di 16 anni, sentirlo gridare e dare tutto sè stesso al pubblico (che chiaramente lo adora e lo venera) fa impressione; dopo tutto siamo pur sempre di fronte a un musicista che ha già venduto 40 milioni e passa di dischi e che potrebbe campare di rendita o riproponendo negli States “Human Clay” a vita. Eppure è come se per lui fosse la prima volta. E’ questo uno dei molti pregi di Tremonti, la genuinità, l’umiltà, l’amore per il Rock e per suonarlo come si deve dal vivo.
Insieme a lui tre individui che tutto si possono definire tranne che semplici gregari: Eric Friedman è seconda chitarra e backup vocals…cazzo ma che vocals! Dietro le pelli ondeggia con la pelata Garrett Whitlock, batterista che sembra nato per suonare metallo moderno e per seguire con doppio pedale e fill furibondi le follie della sei corde di Tremonti, senza perdere un colpo chiaramente. Al basso il figlioletto (figlioletto, è già largo due volte il padre in pratica a 21 anni compiuti) di Eddie Van Halen, per gli amici Wolfie (Wolfgang solo all’anagrafe presumo), già scafato e abile sul palco, sorprendente quando si spara insieme a Mark bridge e ritornello di “All I’ve Got“, nuovo pezzo escluso dalla tracklist finale di “All I Was” per motivi sconosciuti a chiunque: la canzone inchioda ogni chiappe con un incedere inesorabile, un riff portante sgraffignato ai Disturbed dei tempi d’oro e un ritornello che sto ancora cantando adesso a quattro ore circa di distanza. Una bomba dannazione, anche le b-side fighe fa Tremonti…incredibile…

A fine serata i quattro autografano qualsiasi cosa la folla abbia acquistato al banchetto del merchandise ufficiale (20 euro la maglia e 10 il cd sono prezzi ottimi, prendessero nota gli act appena famosi e già stra-esaltati che piazzano a 40 euro le proprie t-shirt), stringendo mani a tutti e promettendo, Mark in questo caso, che tornerà l’anno prossimo con gli Alter Bridge con disco nuovo e tour. E meno male. Come si fa a stare senza uno così?

Stefano Masnaghetti. Cover story by Francesco Prandoni.

Guarda le foto del concerto su OnStage

Setlist Mark Tremonti: Leave It Alone, Giving Up, So You’re Afraid, Doesn’t Matter, Proof, Wish You Well, All I Was, You Waste Your Time, All That I’ve Got (unreleased), The Things I’ve Seen, New Way Out, Decay, Gone (unreleased), Brains.


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