Marlene Kuntz, le foto e il report del concerto di Torino del 25 ottobre 2014

Questo è l’anno delle celebrazioni, per la storia del rock indipendente italiano. Prima gli Afterhours, con il loro tour celebrativo di “Hai Paura del Buio?”, e adesso i Marlene Kuntz, pronti a portare nuovamente sotto le luci della ribalta il loro “Catartica”, l’album più rappresentativo della carriera.

A Torino, il 25 ottobre 2014, Cristiano Godano e soci hanno occupato l’Hiroshima Mon Amour per un tutto esaurito di quelli per i quali la gente fuori senza biglietto fa fatica a rassegnarsi. Poco dopo le 22.30 i quattro musicisti sono saliti sul palco e hanno dato il via alle danze con “Mala Mela”. Non esattamente un inizio al top, più che altro se come metro di valutazione si vuole prendere il coinvolgimento della platea. Ma con il procedere dei brani, addentrandosi nel vivo della setlist, le cose iniziano a farsi davvero interessanti. Con un vero e proprio tuffo nel passato, Godano dimentica manierismi e compostezza e torna a rovinarsi le dita sulla sua chitarra, cantando con una rabbia d’altri tempi. Strana e a tratti vincente la scelta di non eseguire i pezzi del debutto del 1994 in rigoroso ordine di track-list. Non solo l’ordine è sparso, ma i brani del disco da celebrare vengono anche intervallati da estratti di “Pansonica” (la nuova pubblicazione dei Marlene, che contiene sei inediti e una cover) in maniera del tutto efficace. Qualche perplessità sulla release, espressa poco dopo la sua pubblicazione, si ripresentata dal vivo. Eppure, incastrando quel materiale di vecchia data che era rimasto inedito fino ad oggi ai frammenti del loro capolavoro, è difficile che qualcuno non abbia pensato “ehi, questa è davvero roba dei primi Marlene, senti come la suonano!“, merito anche della grande performance della chitarra di Riccardo Tesio, in continua battaglia sonora col suo leader.

Dopo un primo set, in cui a prevalere sono stati i riff grezzi che hanno caratterizzato una delle migliori annate per il noise rock italiano, si giunge al primo di due encore, in cui accogliere a braccia spalancate alcuni degli highlights di “Catartica”: “Festa Mesta”, “Sonica” e “Nuotando nell’Aria”. Mentre le prime due canzoni portano la giusta dose di esplosione live per la quale la band è diventata famosa a inizio carriera, con l’aggressività che solo un gruppo indipendente con un disco autoprodotto poteva raggiungere negli anni Novanta del nostro Paese, la ballata conclusiva del primo bis mette in risalto le spesso sottovalutate doti canore di Godano. Perché è pur vero che l’ugola del frontman non è più la stessa degli esordi, ma la completezza del suo status di artista passa anche e soprattutto attraverso il suo essere cantante vero. Il coinvoltimento del pubblico raggiunge finalmente quello degno di un tour celebrativo e i Marlene concedono un secondo, singolare encore: spetta a “Musa”, tratta da “Uno” del 2007, il compito di concludere questa festa della storia del rock italiano.

Fotografie a cura di Andrea Marchetti.

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