Mastodon + Tool – Mazda Palace, Torino 12 novembre 2006

Un concerto atteso che lascia il segno e non delude, prima di tutto per le band presenti, ma soprattutto per l’alta qualità e le doti espresse da entrambe. C’è stato anche qualche piccolo problema, ma cose comunque non imputabili ai gruppi, quanto all’impianto (insieme alla location) da una parte e dall’altra allo zelo di una sicurezza troppo invasiva.

I problemi acustici si manifestano proprio durante il set dei Mastodon, complice un volume esagerato e un cattivo mix generale, che hanno un po’ penalizzato la resa dei loro brani. Quello che invece è stato ben chiaro, è che i quattro di Atlanta sanno cosa voglia dire stare su un palco e nei cinquanta minuti del loro spettacolo non si sono certo risparmiati, anche se un po’ di loquacità in più non avrebbe guastato. La scaletta è stata quasi totalmente incentrata sull’ultimo ottimo “Blood mountain” con poche digressioni sul materiale passato. Ad una prima parte più energica, tra cui vengono eseguite le splendide “The wolf is loose” e “Crystal skull”, segue una parte più atmosferica, in cui dimostrano di non trovarsi affatto in difficoltà quando si tratti di rallentare, chiudendo con una ipnotica “Hearts alive”. Da rivedere al più presto in un concerto da headliner.

Poi tocca a Loro, i re indiscussi della serata. Palco bianco asettico, spazzato con cura prima dell’entrata in scena, fonici con camici anch’essi bianchi, una strumentazione che farebbe impallidire chiunque, ma soprattutto un grande carisma che parla per loro, insieme a quelle richieste da rockstar intoccabili che contribuiscono a creare il personaggio.
L’inizio è affidato ad una splendida “Stinkfist”, i volumi continuano ad essere elevatissimi, ma la resa finale è più che buona, tutti gli strumenti sono ben definiti, anche se i subwoofer sotto al palco ci fanno presto capire e sentire quali siano le frequenze preferite. Si continua con “The pot”, poi “Forty-six & 2″ e “Jambi”, il pubblico è rapito e conquistato, ogni nota sembra essere valutata attentamente, ogni movimento studiato alla perfezione, provato e riprovato. Dal punto di vista prettamente tecnico è stato un concerto quasi perfetto, Maynard (seppur con una maschera antigas per tutto il tempo) fornisce una prestazione sopra le righe e in generale tutto il gruppo dimostra una grande perizia ed esperienza. I famosi laser ed effetti luminosi vari vengono un po’ risparmiati fino al gran finale, da questo punto di vista forse ci si sarebbe aspettato qualcosa in più. Menzione particolare per la sezione ritmica e specialmente per Justin e il suo modo di intendere il basso elettrico, da restare senza fiato. Si chiude con un’acclamatissima “Aenema”, see you next summer, good night.

La parte meno piacevole dello show invece è stata rappresentata dai piccoli uomini della sicurezza, piccoli solo umanamente, che per scoraggiare la gente a fumare e/o fare foto, hanno pensato bene di usare l’acqua, coinvolgendo in questa lotta personale chi aveva la sfortuna di ritrovarsi nella direzione dei loro getti. Se la band, per una migliore riuscita dello spettacolo, non gradisce il fumo e i flash delle macchine fotografiche, la gente non gradisce di certo essere bagnata ogni due minuti o avere spesso la visuale offuscata dalle loro sagome ammonitrici sulle transenne, è un maledetto concerto rock, e alla fine, chi fa veramente il concerto, è il pubblico stesso.

Setlist Mastodon: This Mortal Soil – The Wolf Is Loose – Crystal Skull – Capilarian Crest – Colony Of Birchmen – Seabeast – Sleeping Giant – Megalodon – Hearts Alive.

Setlits Tool: Stinkfist – The Pot – Forty-six & 2 – Jambi – Schism – Lost Keys – Rosetta Stoned – Swamp Song – Lateralus – Vicarious – Aenema.

L.N.

Condividi.