Megadeth – Alcatraz, Milano 21 febbraio 2005

Era una vita che i Megadeth non suonavano in Italia da headliners. Finalmente il momento è arrivato e l’Alcatraz sold out da settimane è stato la testimonianza che la voglia di rivedere Dave Mustaine era forte. Dave Mustaine e basta, infatti è lui l’unico motivo di libidine visiva (female side) e sonora (male side) dei convenuti. I fratelli Drover e MacDonough al basso svolgono il compitino senza entusiasmare o far disperare, l’attenzione è tutta per Padre Mustaine, volenti o nolenti una delle icone della musica heavy. L’apertura della serata è stata affidata ai redivivi Diamond Head di Brian Tatler, autori di una buona preparazione al piatto gustoso della serata. La prima preoccupazione che ha invaso la sala è stata quella del sound, impastatissimo durante “Blackmail The Universe”. Fortunatamente il fonico ha fatto il suo e la carneficina è potuta cominciare quando Mustaine ha attaccato il riff della terremotante “Set The World Afire”, prima di una serie di sorprese che hanno incantato la platea. Non si diventa delle leggende senza classe, carisma e abilità innata: questa sera, nonostante una prova vocale buona ma non eccelsa, se ne è avuta l’ennesima dimostrazione. Inutile dire che il mosh pit si è allargato a dismisura quando sono arrivate in rapida successione “Hangar 18″, “Sweating Bullets”, “Symphony Of Destruction” e l’allucinante medley “Peace Sells/Tornado Of Souls/Peace Sells”. I pezzi del nuovo platter non hanno fatto gridare al miracolo, sono risultati tuttavia meno scontati del previsto, e su “Kick The Chair” si è rischiato più volte di morire. Un concerto serrato, senza pause che il buon Dave ha sostenuto benché in precarie condizioni di salute, essendo influenzato da oltre una settimana. Il roscio non ha risparmiato saluti affettuosi all’eterno amicone Lars e ha ironicamente parlato dell’infortunio subito tre anni fa al braccio destro, dimostrando di essersi ripreso alla grande visto il guitar work espresso durante l’eterna “Holy Wars…The Punishment Due”, arrivata dopo due ore di set. Non si sa ancora quale sarà il futuro dei Megadeth dopo quest’anno, quel che è certo è che Mustaine ha regalato ai propri droogies una serata indimenticabile: bentornato MegaDave!

Setlist: Blackmail The Universe – Set The World Afire – Skin O’ My Teeth – The Scorpion – Wake Up Dead – In My Darkest Hour – Something I’m Not – She-Wolf – A Tout Le Monde – Angry Again – Die Dead Enough – Trust – Of Mice And Men – Hangar 18 – Return To Hangar – Back In The Day – Sweating Bullets – Symphony Of Destruction – Peace Sells/Tornado Of Souls/Peace Sells – Holy Wars/Kick The Chair/The Punishment Due – Mechanix/Paranoid.

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