MEI 2008 – Il report

 

Il meeting delle etichette indipendenti, arrivato alla sua dodicesima edizione, rappresenta ormai un appuntamento imprescindibile per musicisti e addetti ai lavori del settore musicale. Renato ha partecipato alla due giorni in una duplice veste, ecco quanto ha vissuto in prima persona…

Arrivo in fiera la mattina del sabato e mi rendo subito conto che tante sono le cose da poter vedere:  tendoni che ospitano live non stop con palchi alternati, padiglioni con addetti ai lavori, discomani che espongono le loro rarità, e poi conferenze, presentazioni di libri e tutto quello che il panorama indipendente può offrire. Mi armo di programma all’ingresso, prendo un bel respiro e mi tuffo in questa due giorni di musica.

A darmi il benvenuto ci pensano i Marenia, band di Napoli, autori di un folk popolare ben suonato, con liriche tra il dialetto e l’italiano. Sono  accolti calorosamente dal pubblico, la cantante Maria Ylenia mi stupisce con la sua voce sensuale e calda. Un buon inizio, devo dire, mentre sul palco opposto si preparano i The John Fear. La cosa che rende unico il MEI è l’assoluta mancanza di confini tra generi, in due giorni riuscirò a sentire dal folk al rock passando per metal e hip hop. Infatti dal caldo folk dei Marenia si passa al Metal/rock alla Queen of the stone age dei The John Fear, band di Chiavari.
Anche loro coinvolgono il pubblico, che pur essendo mattina non manca ad affollare il tendone, molto apprezzabile la cover di Bjork “Army of me” che il chitarrista Edo Rossi ci sfida a riconoscere (e in pochi credo riescano nell’impresa). Notevole anche il singolo “Da Monsta” con le sua ritmica incalzante che non si può fare a meno di seguire col piede. La giornata prosegue, dopo una breve pausa pranzo, e un giro tra i venditori di vinili (ho visto cose che voi umani…) si continua all’insegna dell’hip hop con Sm58, rapper di Roma, che riescono comunque ad attirare l’attenzione proponendo liriche accattivanti sorrette da basi e loop ben concepiti.
Si passa poi a un giovane autore campano, Son, e devo dire che qui il mio coinvolgimento aumenta notevolmente: il ragazzo ci sa fare, armato di chitarra, accompagnato da basso e batteria ci regala vere chicche funky-blues, dove non è possibile stare con le mani ferme. Apprezzato già per il lavoro in studio “Wasted Time” anche dal vivo non delude.

Non nascondo che sto aspettando con un certo interresse, la performance di massimo “ice” ghiacci, storico bassista dei MCR che qui presenta il suo primo disco solista “Come un mantre luminoso”. A lui come ad altri gruppi più “famosi” viene concesso un margine di tempo più ampio per esibirsi. Scatti d’anzianità. Sarà per la lontananza dallo stile della band madre, sarà perché di rock classico italiano siamo pieni fin alle orecchie, però la proposta di Ghiacci non mi convince appieno, bravi gli strumentisti e lui nell’esecuzione, ma i pezzi mi lasciano un che di amaro in bocca.
Discorso diverso per la band subito dopo, Super Elastic Bubble Plastic, un nome conosciuto nella scena alternative italiana; anche loro presentano il loro nuovo disco “Changes” (il terzo) fresco di stampa, il suono della band è un’indie rock viscerale e emozionale, ottimamente suonato che lascia basiti per potenza precisione.

Domenica, nonostante il rincoglionimento, sono in fiera abbastanza presto e dopo una veloce colazione sono già sotto il palco dove ho l’occasione di ascoltare i Mise en scene, quattro ragazze con un ragazzo alla voce (che potrebbe essere il frontman di una band death metal) autori di un indierock, cantato in inglese, ben suonato e coinvolgente, anche per chi, come me, ha solo due ore di sonno sulle spalle.
Una piacevole sorpresa sono poi i Cosmica , band di Lecce che ricorda molto i Timoria più incazzati: voce potente e melodica su basi rock che spaccano davvero, molto bravo il chitarrista solista!
Dal rock all’elettronica con i Roulette cinese, che qui al MEI hanno presentato il loro secondo lavoro in studio “Ibrido Meccanico”, un sound vicino alle band di questo genere come Subsonica/ Bluvertigo, ma impreziositi dalla voce unica del cantante, acida e melodica allo stesso tempo.
Pausa quasi comica nella tenda dove si esibisce Frate Metallo. L’anziano frate con barba bianca e rosario borchiato(!!) fa la sua metal-predica al pubblico contro i mali che riducono l’uomo in cenere, sesso droga e venere. Che dire… la musica è anche ben suonata, tra le file di musicisti che accompagnano il sant’uomo figura anche Andrea Rossi, virtuoso chitarrista della scena pavese, manca però un vero cantato, a cui si sostituiscono invettive contro il peccato.
Il pubblico stesso, come anche il sottoscritto, è qui più per la curiosa e singolare proposta che per la musica in sé…
Stupiscono non poco il pubblico gli Inguine di Daphne, band di Napoli, che allestiscono uno spettacolo a cavallo tra musica e teatro, manti rossi e neri appesi al palco, sulle note sensuali della musica si accompagna la danza. La musica gotica e dark che ricorda i Marlene Kuntz di “Ho ucciso Paranoia” si sposa benissimo alla rappresentazione teatrale, peccato per il poco tempo concesso loro, che penalizza il gruppo che comunque lascia la scena accompagnato da mormorii e applausi di consenso.

Lascio Faenza e il Mei nel tardo pomeriggio di domenica, con tante emozioni e note nuove nella testa. Spero che nonostante la crisi che sta investendo la musica e il mercato di dischi ci sia comunque la voglia di continuare a suonare e proporre la propria musica, contro tutti i disfattismi e i pessimismi. Questo MEI ha dimostrato che ciò si può ancora fare…

Renato Ferreri

Edo Rossi (The John Fear)

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