Miami Festival Circolo Magnolia 15 16 17 giugno 2012

Miami Festival Circolo Magnolia 15 16 17 giugno

Quasi sessanta band che per tre giorni si sono alternate su tre palchi, questo è stato il Miami 2012. Quest’anno, nel sempre piacevole clima estivo del Magnolia, si sono alternati tra gli altri: Calibro 35, Aucan, Amor Fou, Il Pan del Diavolo, Bugo, Persiana Jones, Lo Stato Sociale, A Classic Education, Offlaga Disco Pax, Brunori Sas e moltissimi altri. Il cartellone del 2012 nega la presenza di un artista di punta, come furono i Verdena della scorsa edizione, ma concede la chiusura della domenica a un Brunori bravissimo a coinvolgere e divertire il pubblico accorso sotto il palco Sandro Pertini. Tanti volti già stranoti per il panorama, poche band davvero “grosse“, qualche novità e qualche “scivolone” nella scelta degli artisti. Tolte queste riflessioni l’evento rimane sempre e comunque un “mustper chi in Italia ama certa musica o prova a farla. L’ambiente del Magnolia è estremamente rilassato come di consueto, l’organizzazione è attenta a dare agli spettatori il maggior comfort possibile. I concerti si inseguono e si accavallano, ed è normale trovare ai piedi del palco durante un live artisti di altre band o addetti ai lavori.

Venerdì si parte subito forte, arrivo in tempo per dovermi dividere tra Nicolò Carnesi e gli Amor Fou. Mi lascio catturare maggiormente da questi ultimi, che presentano il loro nuovo album. Bravi, il pubblico è ancora esiguo ma loro regalano un live eccezionale. Con il buio salgono sul palco principale gli Aucan, il gruppo bresciano per il quale ammetto di avere un debole; come sempre, i Nostri offrono un live devastante. Il fine serata lo dedico a Il Pan del Diavolo, i quali chiudono i live in collinetta facendo letteralmente scatenare il pubblico.


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Sabato decido di dividermi tra i Foxhound e i Fast Animals And Slow Kids. Bravi entrambi, ma il mio personalissimo plauso va ai Foxhound. Me li ero persi al Traffic qualche giorno fa e me ne pento, le buone parole che ho sentito dire su di loro sono tutte meritatissime. Sono giovani, freschi e veramente bravi. Oggi il palco Torcida mi regala alcuni dei live che aspettavo maggiormente: M+A e Drink To Me. Il duo elettronico mi ha fatto innamorare su cd questo inverno, e dal vivo il livello si mantiene altissimo. Riescono a riprodurre molto bene i loro lavori suonando in contemporanea una marea di strumenti; oltre ai due mac sul palco ci sono svariati iPad, tastiere, xylofoni, drum machine ed effetti vari. I Drink To Me, invece, con il loro ultimo lavoro “S” hanno confermato tutte le voci che negli anni passati hanno parlato bene di loro. Sono forse una delle realtà italiane indipendenti più promettenti; più che una semplice promessa, sono ormai divenuti una splendida realtà. Il live è uno dei più sfigati che mi sia capitato di vedere, praticamente non funziona nulla dell’enorme mole di strumenti portati on stage. Nonostante questo, riescono anch’essi a fornire uno spettacolo veramente forte.

Domenica, appena arrivato, affronto Il Triangolo con una certa diffidenza; su disco non mi sono piaciuti molto, eppure oggi devo ricredermi. Dal vivo sono veramente bravi e il cantante ha una voce pazzesca. Certo l’originalità è un’altra cosa, tuttavia si tratta di un gruppo composto da giovanissimi. È il giorno dei ripensamenti, tanto che anche Lo Stato Sociale che, per dirla alla loro maniera “mi aveva un po’ rotto il cazzo”, riesce a sorprendermi sulle assi di un palco. Le canzoni non sono ecclese, ma lo spettacolo è divertente e si fa apprezzare. Veramente bravi invece, e non lo si scopre oggi, i Vado In Messico. Una forza della natura, resto a bocca aperta a guardarli per tutto il live. Come detto in chiusura c’è Dario Brunori. Una marea di pubblico si riversa sotto il palco principale, e alla fine dello show tutta questa gente non rimarrà certo delusa. L’abilità del musicista nel mischiare ironia ad un particolare tipo di romanticismo è ben presente durante l’intero spettacolo. Tra una canzone e l’altra parla moltissimo, scherza e interagisce con il pubblico senza mai scivolare nel grottesco, risultando molto spontaneo. I musicisti che lo accompagnano sono all’altezza e lui stesso si dimostra un abile chitarrista. Dente si prende l’ovazione del pubblico entrando durante il pezzo “Il suo sorriso”, prestandosi infine a un simpatico siparietto (“Grazie a Vasco Brondi”, scherza Brunori salutandolo a fine brano).


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Cos’altro dire di questo Miami che ci ha regalato ottima musica, pantaloncini cortissimi, tanto caldo e tanta birra? Che tale festival sta diventando un vero e proprio punto di riferimento, speriamo riesca a reggere il peso di questa responsabilità sapendosi rinnovare e sapendo gestire quell’equilibrio fra l’apertura e la tendenza a chiudersi troppo in se stessi che in Italia è sempre difficilissimo da mantenere.

Giuseppe Guidotti

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