Motorhead in concerto a Milano, il report e le foto del 24 giugno 2014

Piove. Il poncho antipioggia e le ripetute botte autoinflitte per liberarsi delle zanzare rendono meno temibile anche il più grosso e cattivo fan dei Motörhead, che, come me, spera che la pioggia si fermi presto per due motivi principali:
1. i Motörhead DEVONO suonare
2. si sta annacquando la birra.

Poi l’acqua si ferma e arriva sul palco Pino Scotto, che vogliamo ricordare per il suo condivisibile anatema “Io arresterei la De Filippi per spaccio di demenza”. Ma, con tutto l’affetto che nutriamo per Pino, qua vogliamo Lemmy: vogliamo vedere come sta (il concerto è data sostitutiva di quella dello scorso anno, annullata per i problemi di salute del frontman), e vogliamo farci trascinare dalle note del suo basso, che usciranno dell’ampli siglato Murder One, già fremente sul palco.

Hey babe don’t act so scared! Le luci intorno al grande Snaggletooth che campeggia sul fondo della scena si spengono: eccoli, con 39 anni di concerti e 21 album in studio alle spalle. “We are Motörhead, and we play rock and roll“. Lemmy parla un po’ a fatica, ma poi parte “Damage Case” e la preoccupazione si dissolve. Si continua con “Stay Clean”, “Metropolis” e “Over The Top”. Phil Campbell ci regala un assolo di chitarra e lo spettacolo prosegue con “The Chase Is Better Than The Catch” e “Lost Woman Blues”; poi Lemmy presenta “Doctor Rock”, chiusa dallo spazio dedicato alla batteria di Mikkey Dee, un acrobata delle bacchette.

Si riprende con “Just ‘cos You Got The Power” e “Going to Brazil”. Per chiudere i Motörhead ci regalano tre grandi classici: “Killed by Death”, una grandiosa “The Ace of Spades” e l’unico bis, “Overkill”, prima del quale Lemmy ci saluta così: “We are Motörhead, and we play fucking rock and roll. Don’t forget us.“. E chi se li dimentica.

Grazie a Sara Sargenti

Fotografie a cura di Alessandro Bosio

Condividi.