Mr. Big – Alcatraz, Milano 22 settembre 2009

Biglietti sold-out e pubblico delle grandi occasioni per una reunion da molto attesa e che ha riscosso un  grandissimo successo in giro per il mondo. Fa piacere vedere che fra i presenti non ci sono solo vecchi  nostalgici, ma anche tanti giovani, che si sono presentati fin dal mattino fuori dalle porte  dell’Aalcatraz per guadagnarsi un posto fra le prime file, in modo da poter assistere al meglio a questo  show.

Ore 21.10: con un leggero ritardo si spengono le luci e si aprono le danze. I nostri vogliono far capire  da subito che sono tornati e che sono ancora in forma. Ci deliziano con una “Daddy, brother, lover,  little boy”, per poi snocciolare una carrellata di tutti i loro classici più classici.
Ogni tre o quattro pezzi ci viene proposto un assolo di basso, chitarra, batteria, voce o un mix delle  cose, tanto per non farci dimenticare che le capacità tecniche del quartetto sono rimaste immutate  nonostante gli anni passati dagli antichi fasti.

Paul Gilbert e Billy Sheehan sono in gran spolvero, nonostante il tempo abbia lasciato qualche segno sui  loro visi, ci dilettano con pregevoli tecnicismi e intrecci sonori al limite delle capacità umane, tanto  che si potrebbe arrivare a dire che più che un concerto dei Mr. Big si è assistito ad un Paul Gilbert &  Billy Sheehan show, con special guest Mr. Big (ma tutto sommato era quello che ci si aspettava dalla  serata).
E così fra pezzi di storia dell’hair metal anni ’90, assoloni e un paio di ballatone strappalacrime (nello  specifico la splendida “Wild World” e “To be with you”), i nostri ci portano verso la fine delle 2 ore e 15 minuti di spettacolo, chiudendo le danze con l’attesissima “COlorado Bulldog” (chiamata a gran voce dal  pubblico in sala ed eseguita magistralmente) e la cover di David Lee Roth “Shy Boy”, per poi salutare  tutti definitivamente con un altro pezzone preso dal repertorio di altri grandi del passato: “Baba O’  Riley” degli Who.

Set list entusiasmante, suoni ottimi, e band in gran spolvero hanno fatto di questa serata una di quelle  da ricordare e da raccontare un giorno ai nipotini; dopo lo show i quattro si sono concessi ai fans che  li aspettavano ansiosi fuori dal locale per foto e autografi, dimostrando di apprezzare la compagnia dei  loro fans e di stare volentieri qualche minuto in più in mezzo a loro, al punto da costringere i roadie a  portarli via quasi a forza perchè il bus doveva partire e loro non volevano saperene di salirci!

E così si torna a casa, dopo l’ennesima serata nostalgica che questa “moda delle reunion” ci ha regalato,  soddisfatti, canticchiando il ritornello di Wild World e rimirando il biglietto con gli autografi e le  foto con i nostri eroi.

Bentornati Mr. Big, e grazie per la serata…see you on the road again!

Grazie a Corrado Riva

 

Ci sono alcune serate a cui un amante della buona musica non deve mancare per nessun motivo. Se poi la musica è rock ancora meglio, se a proporla sono quattro abilissimi musicisti e se l’occasione è la reunion dei Mr.Big allora non esserci significa non aver capito molto della vita.
Tuttavia non continuerò su questo tasto perché l’Alcatraz sold-out è una buona scusa per chi sarebbe venuto eccome a questo concerto! E che concerto, oltre due ore di intensità emotiva e fisicità clamorose, funestate da un inizio con volumi pessimi che si sono fortunatamente assestati già al terzo pezzo. Scaletta ricca di classici, ma anche di qualche riempitivo di troppo giustificabile considerando che il fiato a una certa età non è più quello di una volta. Certo gli assoli di Sheenan o la superba medley vocale non sono cose all’ordine del giorno, ma avremmo preferito un paio di canzoni che sono mancate all’appello. Ovviamente si dimentica tutto quando ci si ricorda alla terremotante apertura con “Daddy, Brother, Lover, Little Boy” o alle emozioni sconfinate di “Wild World” o ancora al delirio collettivo su “Addicted To That Rush” e su “Alive And Kickin’”. Come già detto “Shy Boy” e “Baba O’ Riley” le avremmo anche barattate, ma non facciamo gli incontentabili…

Grande dimostrazione di cosa vuol dire suonare e padroneggiare tecniche musicali di alto livello e, allo stesso tempo, essere in grado di proporre brani orecchiabili e coinvolgenti anche per chi non è avvezzo a queste squisitezze tecniche. Bentornati!

Setlist: Daddy, Brother, Lover, Little Boy – Take Cover – Green-Tinted Sixties Mind – Alive And Kickin’ – Next Time Around – Hold Your Head Up – Just Take My Heart – Temperamental – It’s For You / Mars – Pat Torpey Drum Solo – Price You Gotta Pay – Wild World – Take A Walk – Guitar / Bass Duet – The Whole World’s Gonna Know – Rock And Roll Over – Billy Sheehan bass solo – Addicted To That Rush – To Be With You – Colorado Bulldog – Shy Boy – Baba O’ Riley

Piero Lisergi

 

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