Municipal Waste – New Age Club, Roncade (TV) 23 gennaio 2010

 

Municipal Waste Roncade 2010
Eletti come una delle band simbolo della rinascita del lato più crossover del thrash metal, i Municipal Waste sono ritornati in Italia per due date che, insieme a quelle della scorsa estate, confermano il successo degli statunitensi sia tra la gente più “anziana”, ma anche tra coloro che neanche erano nati quando Rob Trujillo debuttava nello showbiz come bassista dei Suicidal Tendencies, uno dei gruppi simbolo di questo movimento sviluppatosi negli anni Ottanta. Tanta gente in una serata nella quale ha trovato spazio anche il folklore: dalle magliette variopinte ai boxer da spiaggia, arrivando ad un coccodrillo gonfiabile che avrà un ruolo di primaria importanza durante il concerto degli headliner.

Ottime le band spalla: i Victims, autori di un hardcore old school che richiama a tratti i Cripple Bastards, e i Reproach, con il loro thrash metal minimale “imbastardito” da influenze hardcore, hanno scaldato alla perfezione il pubblico nella manciata di minuti a disposizione. Molto breve, ma tirato (molti i brani di durata inferiore al minuto), il set dei primi; un po’ più lungo quello dei secondi, grazie anche a dei brani più articolati.

In giro dal 2001, ma capaci di raggiungere il successo di massa solamente con il riuscito “The art of partying”, la band proveniente da Richmond (Virginia) ha confermato il suo valore con “Massive aggressive”, pubblicato lo scorso anno dalla Earache. Restava solamente da giudicare i quattro in sede live: il voto è, a conti fatti, ampiamente positivo. Per ovvie ragioni promozionali, la scaletta è sbilanciata sulle ultime due release, letteralmente saccheggiate, con poche differenze rispetto a quanto proposto nel recente tour in Nord America. Anche se i brani tendono ad essere piuttosto ripetitivi e simili, tutte le canzoni vengono cantate a gran voce, con picchi di delirio durante “Born to party” ed “Headbanger face rip”, brani piazzati nella parte finale dello show in maniera strategica.

Per il resto è festa grande: grazie anche alla mancanza delle transenne e alla sicurezza piazzata solo negli angoli (per volere della band), lo stage diving e il body surfing hanno fatto da padrone come mai si è visto in questo locale. Peccato per l’insistenza e il non voler rispettare la “3 second rule” da parte di una fetta consistente dei fan, che ha costretto il frontman della band a richiamare più volte la gente che rimaneva sul palco per molto tempo, arrivando ad alterarsi leggermente durante la metà del set. Un gran party anche perché non si è assistito, durante alla serata, ad alcun tafferuglio: il divertimento e un’attitudine “fun” da parte di band e pubblico sono stati gli ingredienti principali di un sabato sera riuscito.

Non avranno l’effetto novità di tante altre band, saranno monotoni alla lunga, ma i Municipal Waste hanno dimostrato di essere comunque una band da tenere sott’occhio.

Si ringrazia il New Age Club per la collaborazione

Nicola Lucchetta

 

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