My Chemical Romance – Palasharp, Milano 7 marzo 2011

Credits Rudy Sassano

Che in Italia il successo di “The Black Parade” fosse difficile da replicare è cosa nota: basta guardare le vendite dell’ultimo disco dei My Chemical Romance e i conti tornano. Ma mai ci si sarebbe aspettati un Palasharp con mezze tribune coperte e un parterre letteralmente deserto già all’altezza del mixer (piazzato a metà); una data comunque soddisfacente, ma ben lontana dai sold out che il tour di supporto a “Danger Days” sta inanellando ovunque.
Chi scrive avrebbe preferito vedere i Thursday (vedi l’imminente tour nordamericano) come band di supporto, ma i Lost Alone hanno spaccato. Uno spazio più che discreto (circa quaranta minuti) per mettere in mostra un emo punk rock con gran tiro. Un power trio, con un batterista veramente potente, che non si tira indietro ad alzare il volume degli amplificatori: giovani, semisconosciuti, ma i timpani del pubblico erano già in allarme.
Uno show “grezzo”, invece, quello proposto dai My Chemical Romance, ma nel senso buono del termine: zero fronzoli (solo delle “innocue” luci a forma di v sullo sfondo) e solamente un casco da motociclista e delle maschere a richiamare le atmosfere post-atomiche e lisergiche degli ultimi video. Proprio al singolo di lancio “Na Na Na” (con tanto di intro “Look Alive, Sunshine” accoppiata che dal vivo rende molto più che su disco) il compito di aprire lo spettacolo dei Jersey Boys. Come  i Lost Alone, anche i My Chemical Romance (aiutati da due turnisti alla batteria e alle tastiere) hanno un grandissimo tiro, magari offuscato nei pezzi più tranquilli, come “Sing”, ma che salta fuori, con gli interessi, nei pezzi più pesanti: “Hang Em High” è un vero macigno, molto più heavy rispetto alla versione su disco, e la garage “Vampire Money”, piazzata in chiusura dell’ultimo album, si conferma tra i pezzi più riusciti della discografia.
La scaletta è presa pari pari da quella suonata nelle altre date del tour europeo/britannico, escludendo “Give ‘em Hell, Kid” aggiunta all’encore all’ultimo minuto. Il pubblico, per buona parte composto da teenager (con tanti genitori accompagnatori) ha saltato, cantato e ballato per tutti i novanta minuti del concerto, accogliendo con più calore i pezzi del precedente “The Black Parade” rispetto a quelli più recenti: non a caso, “Teenagers” e “Welcome To The Black Parade” sono stati tra gli episodi più acclamati. Sulla band niente da dire: il muro di suono era impressionante e Gerard Way ha tenuto per quasi tutto lo show, soppiantando con il carisma i piccoli cali di voce.
Giusto un paio di mancanze in questo show: “Dead!” ce la saremmo goduta più che volentieri, come un paio di pogate durante la cover di “Desolation Row” pescata dalla colonna sonora di Watchmen. Ma sono delle piccole lacune che non macchiano uno show comunque inattaccabile dal punto di vista della qualità: peccato per la mancanza di interesse del mercato musicale italiano, che ha presentato un pesante conto allo show milanese dei My Chemical Romance.

Setlist: Na Na Na (Na Na Na Na Na Na Na Na Na), Thank you for the venom, Planetary (GO!), Hang ‘em high, SING, Vampire money, Mama, The only hope for me is you, House of wolves, Summertime, I’m not okay (I promise), Famous last words, DESTROYA, Welcome to the black parade, Teenagers, Helena, Cancer, Vampire will never hurts you, Give ‘em hell, kid, Bulletproof heart

Nicola Lucchetta

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