Negramaro – San Siro, Milano 31 maggio 2008

 

Hanno voluto a tutti i costi lo stadio e l’hanno avuto, diciamo che un paio di date all’Arena Civica avrebbero avuto comunque valore, comunque sia 40mila persone a San Siro sono poche ma contenti loro contenti tutti, specialmente i fans che si sono goduti due ore e mezza di set.
Giuliano Sangiorgi e compagni hanno dimostrato di essere un gruppo affiatato e compatto, la loro proposta può piacere o non piacere, tuttavia dal vivo sanno essere energici e suonare discretamente rock. Le comparsate sul palco di Marlon Roudette, singer dei Mattafix che si lancia in “Big City Life” e in “La Finestra” rivista in chiave rap, di Jovanotti (duetto su “Cade La Pioggia”, “Safari”, “A Te”), e le cover di “Luci A San Siro” e “La Guerra Di Piero” aggiungono quel quid in più a uno spettacolo apprezzabile e ben condotto dal gruppo salentino, dopo qualche momento iniziale incerto, dovuto sicuramente all’emozione di trovarsi davanti al mare di fans assiepati nel prato della Scala del calcio.
A sorpresa nel finale arriva anche l’esibizione alla chitarra di Paolo Kessisoglu nella versione acustica di “Una Volta Tanto (Canzone Per Me)”, mentre molto coreografica la pizzica con comparse, ballerini e musicisti sparsi per tutto il gigantesco stage.
Magari questa sera, oltre alla consacrazione definitiva per i Negramaro, si è creato un precedente per il quale anche se il terzo anello è chiuso e l’affluenza non è affatto vicina al sold-out i concerti al Meazza si fanno ugualmente, almeno speriamo…

Setlist: La distrazione, Nella mia stanza, Mentre tutto scorre, Un passo indietro, Amen, L’immenso, La finestra, Big city life, La finestra ft Mattafix, Neanche il mare, Parlami d’amore, Solo tre minuti, E ruberò per te la luna, Scomoda mente, Quel posto che non c’è, (luci a SanSiro/La guerra di Piero), Ogni mio istante, Tu ricordati di me, Cade la pioggia (ft Jovanotti), Safari (A te), Un pezzettino di fango, Una volta tanto (ft. Paolo Kessisoglu), Via le mani dagli occhi, Giuliano poi sta male, Estate, Nuvole e lenzuola.

Grazie a Rosario Maduli

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