New Found Glory – New Age Club, Roncade (TV) 9 giugno 2009

Una data potenzialmente pericolosa: la combinazione locale – caldo estivo – genere proposto, sulla carta, prometteva moltissime vittime, fino a pochi giorni prima dell’evento. Il maltempo ha mitigato un clima che, comunque, è rimasto rovente: poca gente, ma tanta partecipazione in un concerto che ha messo la parola fine alla stagione “dei club” 2008-2009.

Breve report per le due band spalla. Per gli Electric Diorama e il loro mix di powerpop, elettronica e pop anni Ottanta ottimo risultato, ma pochissime differenze rispetto allo show, sempre al New Age, di supporto ai Kill Hannah dello scorso ottobre: luci migliori e un turnista che ha sostituito Helio, costretto alla defezione da un recente infortunio. Per gli Airway, dedicheremo maggiore spazio al loro concerto di fine giugno a Lignano Sabbiadoro, nel quale apriranno per Metrostation e Lost. Spettacolo di livello ottimo: grande seguito (tantissime le giovani fan, accorse a Roncade anche per la relativa vicinanza da casa) e la presentazione di due nuovi pezzi che faranno parte di quel seguito di “Faded lights” che, ad oggi, non si sa ancora quando verrà pubblicato.

Il piatto forte della serata sono gli statunitensi di Coral Springs (Florida) New Found Glory: anche se la band ha fatto il suo ultimo concerto italiano quasi un anno e mezzo fa (tour con i Paramore), l’affluenza è stata piuttosto risicata, anche se ben lontana dal giudicare la serata un vero e proprio flop. La poca gente, però, non risparmia la band del frontman Jordan Pundik che inonda la platea con il proprio pop punk “da teenager” che dal vivo guadagna moltissimi punti rispetto alla versione, a dirla tutta, noiosa su disco. Live, infatti, il sound diventa in your face al punto che lo stesso Pundik spesso “urlerà” alcune linee vocali: il risultato di questo cambiamento è un concerto che risulterà molto più divertente e “punk” rispetto alle aspettative più “pop” che chiunque si sarebbe creato ascoltando i loro dischi.

La scaletta pesca una chicca dal passato remoto della band, la opener “Hit or miss” dell’esordio “Nothing gold can stay”, e un paio di cover (“Kiss me” dei Sixpence None the Richer e “No reason why” dei Gorilla Biscuits), ma la parte del leone viene data all’ultimo disco, il discusso “Not without a fight”, e al loro successo di vendite “Sticks and stones”. Serata di buon punk-rock con due band dal potenziale elevato e una storica che ha fatto divertire i (tanti) giovani presenti e fatto tornare indietro di dieci anni i (pochi) vecchi.

Setlist: Intro, All downhill, Understatement, Right where we left off, Something I call personality, Sincerely me, Hold my hand, Truck stop, Truth of my youth, Forget my name, Tip, Dig my own grave, Failures, Don’t let her pull, Head on collision, Kiss me, Hit or miss, Listen to your friends, No reason why, My friends over you.

Nicola Lucchetta

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