Opeth + Amplifier – Live Club, Trezzo D’Adda (Milano) 15 Dicembre 2006

Bella accoppiata questa, tra uno dei gruppi più interessanti emersi dalla scena inglese negli ultimi anni e un gruppo di fama ormai consolidata che comunque non smette mai di sperimentare e di cercare nuove strade.
Certo il ruolo di supporto va molto stretto al rock spaziale e dilatato degli Amplifier, e la mezz’ora a disposizione come gruppo di supporto è davvero poca. Troppo poca soprattutto se si è impegnati a cercare indicazioni inesistenti dal casello verso il locale, per cui purtroppo riusciamo a vedere Sel Balamir e compagni solo quando escono a fare due chiacchiere col pubblico alla fine della serata.
Gli Opeth sul palco sono una garanzia, concedono poco all’intrattenimento ma la musica parla per loro, e i complessi ricami delle loro composizioni vengono riproposti senza la minima sbavatura anche dal palco. Mikael Åkerfeldt è in vena di chiacchiere, e si dilunga spesso tra un pezzo e l’altro a scherzare col pubblico, nel suo classico modo obliquo, pieno di ironia e autoironia. I brani proposti sono i classici, e la scaletta non si discosta molto da quella sentita nel concerto milanese dell’anno scorso, visto che peraltro il tour è sempre quello, lunghissimo, di supporto al capolavoro “The Ghost Of Perdition”. Tra i bis c’è anche spazio per una improvvisata e punkeggiante canzone di buon compleanno dedicata a uno del gruppo, con il cantante che non perde l’occasione di sottolineare che in realtà è un estratto dal prossimo lavoro, nel quale si sono orientati al punk.
Scherzi a parte tutti li aspettiamo alla prossima prova da studio, per vedere quale direzione sapranno prendere per continuare a creare senza ripetersi, e nel frattempo i numerosi e fedelissimi fan hanno avuto un’altra occasione per ammirare dal vivo i propri beniamini.

S.R.

Condividi.