Ottmar Liebert – Blue Note, Milano 22 maggio 2008


 

Inizia con una dolce rumba il concerto per chitarra sola di Ottmar Liebert al Blue Note di Milano. Nato a Colonia nel 1959 da padre cino-tedesco e madre ungherese, Ottmar ha trascorso l'infanzia girando con la famiglia fra Europa ed Asia. Forse proprio questo crescere sempre in viaggio ha fatto sviluppare in lui il concetto di “nuovo flamenco”, una musica fatta di nomadismi sonori, che reinterpreta il flamenco con intarsi di jazz, bossa nova, la meditazione Hindu e la New Age. Trasferitosi a Santa Fe da ragazzo, si è guadagnato il pane suonando la chitarra acustica nei locali e nel 1990 ha poi auto-prodotto “Nouveau Flamenco”, album che l'ha portato fra le stelle della chitarra.
 

In Italia è più conosciuto per quel fortunato giro di note usato da Pieraccioni ne “Il ciclone”, ma la sua musica è molto più che un banale stereotipo di folklore spagnolo. Molto concentrato su di sé, introspettivo, quasi ascetico e scalzo, Ottmar Liebert disegna le note di un viaggio di arpeggi arabeggianti che incombono sulla strada di un genere musicale che richiede uno studio serio e profondo. Dai ritmi più popolari spagnoli, come l'Alegrìa e la Rumba, a melodie ipnotiche fino ad arrivare a sentire l'odore della luce. E sullo sfondo le foto scattate da Ottmar durante i suoi viaggi. Una fusion a tutto mondo…

Grazie a Melissa Mattiussi 
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