Pain Of Salvation – Alpheus, Roma 26 febbraio 2007

Pain Of Salvation per la prima volta a Roma, e il pubblico della capitale, una volta tanto, risponde in massa. L’Alpheus infatti è pieno come raramente si è visto in passato e nonostante un prezzo non certo popolare, vista anche l’assenza di un gruppo spalla. Ad accorrere è comunque un pubblico nuovo, giovane e con tante ragazze, per una volta.
Le danze si aprono poco dopo le 21, un orario forse un po’ troppo da scuola media, in modo un po’ ovvio, partendo proprio da ‘Scarsick’ title-track e pezzo d’apertura dell’ultimo lavoro. Seguirà poi una scaletta che andrà a pescare in modo regolare da ogni lavoro del gruppo, ovviamente con un occhio di riguardo per l’ultima fatica discografica.

Fa molto piacere vedere il pubblico reagire splendidamente a tutto il repertorio, cantando i non facili brani a squarciagola e partecipando sempre e comunque all’azione. Diversi gli highlight della serata, come una versione quasi esclusivamente piano e voce di ‘Undertow’, come ‘Used’ e ‘Ashes’ davvero acclamatissime, come ‘Disco Queen’ con tanto di palla stroboscopica e pubblico in assoluto delirio danzereccio e la cover di ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen (già resa celebre da Jeff Buckley).

Ci ritroviamo alle 23.30 contenti per lo spettacolo a cui abbiamo assistito, estremamente soddisfatti della prova della band, più fisica del passato e incline all’improvvisazione. Ottimi i suoni, puliti e potenti com’è giusto che sia. Felici per aver constatato che un gruppo valido, parecchio sopra le righe e con un repertorio tutt’altro che semplice e commerciale, riscuota tutto questo successo. Unico neo, il prezzo del merchandising, davvero fuori dalla grazia di Dio. Ora, non ci resta che sperare di poter rivedere i ragazzi di Eskilstuna ancora una volta nella capitale, magari in un posto più spazioso.

S.D.N.

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