Paolo Nutini – Palasharp, Milano 26 novembre 2009

Tappa milanese del tour di Paolo Nutini a supporto di “Coming Up Easy”, suo secondo acclamato album. Il cantante scozzese sale sul palco con le note di “10/10”, spensierata opener del nuovo disco e viene accolto dal boato di un Palasharp gremito da 7000 spettatori.


Il cantante è in forma e lo dimostra da subito con una performance di altissimo livello dal punto di vista vocale. La band è altrettanto convinta e dà spettacolo supportando le movenze del suo leader: “High Hopes”, “Loving You” (davvero graffiante la performance di Nutini), si intervallano tra canzoni del primo e del secondo disco, fino ad arrivare a “Candy”, singolo apripista di “Coming Up Easy”, che suscita il primo vero fragore del pubblico, dopo quello dell’ingresso on stage.

Una prova tecnicamente e sentimentalmente efficace: in una sola sera un ragazzo di ventidue anni è in grado di riportare gli storici anni Motown e Stax, la carica di James Brown, la poesia di Damien Rice, i Rolling Stones, Django Reinhardt, soul e swing su di un palco. Non ci troviamo di fronte ad uno spettacolo rock, come per sua stessa ammissione ha dichiarato in conferenza stampa: “Io non sono una rock star, Lemmy (bassista/cantante dei Motorhead, ndr) lo è. Una volta l’ho visto sniffare una striscia di formiche!”.
Siamo di fronte ad un concerto che racchiude mille anime, fatto di grandi canzoni, di qualche bicchiere di troppo per rendere la gola più graffiante e vincere la timidezza, e di tanta carica. Il nuovo singolo “Pencil Full of Lead” viene eseguito alla perfezione, così come “New Shoes” e “Jenny Don’t be hasty” che mettono in luce la capacità compositiva originale del giovane italo scozzese.

“Last Request” chiude uno show davvero convincente salvo per una cosa, lasciata apposta per ultima, dopo gli elogi per la performance: il contatto con il pubblico. Paolo Nutini ha solo ventidue anni, una carriera già lunga ed un’altra carriera intera all’orizzonte, ma se vorrà davvero fare innamorare di se stesso come artista e come persona, dovrà dare di più ai suoi fan, che ieri sera erano in settemila a regalargli la data con più affluenza della sua minicarriera.

Per capirci: uscendo dal concerto di ieri di Paolo, nonostante la sua innegabile bravura, ti senti inesorabilmente distante da lui; invece dopo un set di Springsteen ti sembra che abbia detto la stessa cosa a ottantamila persone “oh, faccio una doccia e ci facciamo una birra io e te ok?”

Setlist: 10/10 – Alloway Grove – High hopes – Loving you – Such a night – Growing up – Candy – Chamber music – These streets – Worried man – Funky cigarettes – Coming up easy – Pencil full of lead – (Hi di hi) – Mexico – Sleepwalking – New shoes – No other way – Jenny don’t be hasty – Tricks of the trade – Time to pretend – Last request.

Riccardo Canato

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