Pearl Jam O2 World Berlino Germania 4 luglio 2012

Non aver portato i Pearl Jam in concerto in Italia nell’estate 2012 è un peccato gravissimo di cui i promoter italiani dovranno rispondere prima o poi (speriamo nella prossima stagione…). Un paio di serate al Forum di Assago o come headliner di qualche festival Eddie e soci avrebbero dovuto farle. Magari avranno avanzato richieste assurde, chiesto cachet da capogiro…fa niente, i Pearl Jam del 2012 sono una band ancora più immensa di quella vista al Jammin’ un paio d’anni fa. Esagerazioni le mie ovviamente, ma anche tanto rosicamento per non poter vedere nel nostro paese un gruppo che si sta avvicinando ad ampi passi al trono che il Boss conserva inalterato ma che ha presumibilmente in Vedder e amici l’alternativa rock più credibile. Un concerto spaventoso, scaletta densa di chicche e una durata superiore alle due ore e trenta minuti, con un livello di coinvolgimento, di emozione e di divertimento stellari. Senza dischi da promuovere i PJ sono incontenibili, non aver potuto assistere a entrambe le serate che i Nostri avevano programmato alla O2 World di Berlino è stato un colpo dal quale difficilmente mi riprenderò (specialmente dopo aver visto l’altra scaletta messa in piedi il 5 luglio) ma aver partecipato almeno a una data ha fatto di me comunque un uomo migliore.


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Arrivato con estrema calma al palazzetto, prendo posto giusto quando gli X stanno chiudendo il loro set di supporto proprio con Eddie Vedder a fare la comparsata per aizzare la folla al massimo su “Devil Doll“. I Pearl Jam aprono con “Long Road” e da subito fanno capire al pubblico (sold out assoluto ovviamente all’Arena) che sarà una serata da ricordare. E sarà così infatti, fino alla conclusione con una incredibile “Indifference“, passando per la cover dei Ramones fino a “Leash“, “Immortality” e “Faithfull“, suonate con una voglia e una passione ancora oggi incredibile. Una band che sa anche spassarsela quando ci son da fare gli auguri di compleanno alla mamma di McCready (tutti a cantare happy birthday ovviamente) per poi iniziare a tradimento “Even Flow” che scatena il finimondo in un pit caldissimo. Di diritto tra gli show dell’anno, null’altro da aggiungere.

Setlist: Long Road, Why Go, Given To Fly, The Fixer, Faithfull, Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town, Got Some, Corduroy, In My Tree, Even Flow, Daughter, State Of Love And Trust, Immortality, Lukin, Unthought Known, I Believe In Miracles (Ramones cover), Rearviewmirror, The End, Just Breathe, Hard To Imagine, Once, Do The Evolution, Jeremy, Leash, Black, Alive, Rockin’ in the Free World (Neil Young cover), Indifference.

Paolo Sisa


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