PiL – Bologna, Estragon 27 ottobre 2013

Ci sarebbe potuta essere location migliore di Bologna per il ritorno in Italia di Johnny Rotten e i suoi P.I.L.? Probabilmente no. Troppo forte il legame tra la città del movimento del ’77 e quell’uomo che di quel movimento era stato in qualche modo uno dei propulsori. Certo, sarebbe troppo semplicistico parlare della Bologna della fine degli anni settanta in questi termini, così come sarebbe assurdo pensare a Lydon come un semplice punk scoppiato o cialtrone, sempre al limite tra l’esserci e il farci, quindi me ne vedrò bene.

Fatto sta che, nonostante molti si aspettassero una data milanese che colmasse il vuoto lasciato da Rock In Idrho dell’anno scorso, a conti fatti, la scelta dell’Estragon è apparsa la migliore possibile. La band sale sul palco in orario spaccato, dopo un piacevolissimo set dei nostrani Soviet Soviet e dimostra subito di essere in grande forma, come da voci provenienti da oltremanica. È vero, per i puristi i P.I.L. cessano di esistere con l’abbandono di Levene, ma è fuori discussione che questa incarnazione della band sia senza dubbio una delle migliori di sempre: affiatati, tecnicamente ineccepibili e soprattutto caldissimi, Edmunds, Smith e Firth sono la backing band migliore che Rotten potrebbe avere oggi, anche per via del filo conduttore che comunque li lega al passato dell’ex Pistols.

È abbastanza scontato, ma l’attrazione della serata è in ogni caso Johnny, prima ancora della splendida proposta musicale del gruppo che di fatto ha dato vita alla New Wave: i suoi movimenti a scatti, le sue smorfie, i suoi sputi all’interno di un enorme bidone della spazzatura, tutto è come deve essere, ma allo stesso tempo sai che da un momento all’altro potrebbe stupirti con un’uscita di quelle che l’hanno reso un caso (umano ancor prima che musicale). La scaletta scontenta qualcuno e manda in estasi altri, come è giusto che sia per un gruppo con alle spalle decine di album e un certo numero di classici, ma le due ore di musica, le cui atmosfere sfiorano spesso quelle di un rave, volano come fossero pochi minuti. Come sempre, a girare in testa è il medesimo quesito: ci ha preso per il culo tutta sera? Diavolo di un Rotten, riesci sempre a fotterci…

Barbara Chimenti

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