Poison The Well – New Age Club, Roncade (TV) 3 aprile 2009

I Poison the Well sono uno dei gruppi che con un disco, “The Opposite of December”, sono entrati di diritto nella storia del post-hardcore, influenzando molte delle band nate successivamente. Ce li gustiamo nella loro data trevigiana, anche se ci dispiace assistere ad un concerto a “metà”: infatti, per tutte le date di marzo, erano presenti nel bill anche i 36 Crazyfists, band non fondamentale ma tutto sommato divertente.

Come da tradizione Hellfire, ad aprire la serata due band italiane provenienti dall’underground. Ci perdiamo i Devotion e arriviamo in tempo per i Fightcast, metalcore act dalla riviera romagnola che nei venti minuti a disposizione dimostra di saperci fare: tanti breakdown, tante aperture melodiche alla Killswitch Engage. Da rivedere con più calma, visto che questi pochi pezzi ci hanno impressionato.

Le voci provenienti dalla data londinese ci avevano fatto temere il peggio da parte dei Gwen Stacy: una band banale e cristiana che non si tira indietro quando c’è da lodare Dio, cadendo nella trappola della stucchevolezza. Per fortuna i discorsi religiosi non ci sono stati, e sinceramente lo show è stato discreto. Dal punto di vista estetico non rispecchieranno i dogmi del trendy metalcore che tanto spopola di questi tempi, da quello musicale ne incorporano tutti i topos, ma a conti fatti restano divertenti con il frontman che spesso si è sparato delle pose plastiche di notevole fattura.

I Poison the Well hanno demolito chiappe. Anche se il pubblico (escludendo un fanatico hardcore con cappellino e tshirt degli Emmure) non è stato tra i più caldi, i cinque di Miami non si sono demoralizzati. La band di Jeffrey Moreira (apparso, a dir la verità, un po’ appesantito) è precisa dal punto di vista strumentale e impressionante dal punto di vista visivo. Spazio a tutti i dischi, da quelli più hardcore (il già citato “The opposite of december”) a quelli più melodici (“You Come Before You” e “Versions”), e anche a un paio di brani dal nuovo album in uscita a fine maggio per Ferret Records: estratti che ci fanno pensare che la band non si discosterà di molto dagli ultimi due dischi.

Un act che, secondo alcuni fan di vecchia data, è ormai dato per spacciato; ha stupito un’affluenza vergognosamente bassa: meglio seguire i followers, piuttosto che la gente che ha plasmato un genere tanto in voga come il post-hardcore…

Nicola Lucchetta

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