Prince – Auditorium Stravinski, Montreux (CH) 18 luglio 2009

Il festival musicale più famoso d’Europa chiude la 43sima edizione mettendo a segno un evento che passerà alla storia della musica. Come era già successo due anni prima per la 41sima edizione, torna ad esibirsi Prince in una speciale esibizione fuori programma.

Del concerto, si è cominciato a sentir parlare solo un mese fa, quando dalla rete arrivavano i primi rumori di una probabile serata composta da tre esibizioni differenti: una greatest hits, una jazz ed una conclusiva di sola voce e piano.

Alla fine i “rumors” sono stati confermati in parte. Infatti dei tre concerti che si sarebbero dovuti tenere ne saranno annunciati solo due attraverso la pubblicazione sul sito internet della locandina intitolata “Prince: 2 Shows, 1 Night”. L’apertura delle vendite, invece, comincerà solo alle ore 14.00 di sabato 4 luglio ed i biglietti andranno esauriti in soli 8 minuti. Ne verranno messi in vendita altri 400 la sera del concerto.

La scenografia è essenziale ed è composta da due grandi meduse sospese ai lati, una mirrorball al centro della sala dell’Auditorium ed una sorta di Stargate a centro palco sul quale saranno proiettate delle immagini “fluide” in entrambi i concerti. La batteria è girata di 90 gradi a sinistra rispetto il pubblico in sala.

1st Show
Mentre il pubblico chiama a gran voce l’ingresso del protagonista della serata, le luci vengono spente e poi riaccese per far fremere gli spettatori. Spente per una seconda volta, i componenti della band entrano sul palco uno alla volta mentre una voce fuori campo annuncia: “Please welcome John Blackwell, Mrs. Rhonda Smith, Mr. Renato Neto. My name is Prince”.
Una New Power Generation ridotta rispetto ai fasti del 2002, scontando l’assenza di Sheila E. e Maceo Parker.

Sulle note di “When Eye Lay My Hands On U” e vestito con un completo rosso fa il suo ingresso il Principe di Minneapolis.
Il “quattro” di Blackwell e le note lunghe della chitarra introducono “Little Red Corvette” Cominciano le prime interazioni con il pubblico che batte le mani a tempo e canta sull’assolo finale.
Cala l’atmosfera in sala con una sentita “Somewhere Here On Earth”. Renato comincia a scaldarsi con il bellissimo assolo centrale di piano. Ancora un calo d’intensità con il brano “When The Lights Go Down” – caratterizzato da un altro assolo di Renato all’organo prima ed al piano dopo – ed una ripresa con il lento groove di “Willing And Able” conclusa con i cori del pubblico ed un soddisfatto Prince che ringrazia: “Thank you Montreux”.
Le note  di “I love You But I don’t Trust You” e le luci suffuse fanno scendere in sala un’atmosfera romantica: con suoni d’archi e l’assolo di piano sembra di essere stati catapultati in un film. 
Il concerto riprende d’intensità con “She Spoke To Me”. “Everybody clap the hands” esorta il Principe sull’assolo di chitarra, ma quasi a sorpresa, Blackwell fa partire un tempo jazz sul quale Neto e Prince cominceranno un botta e risposta di assoli sino al ponte che sfuma sull’assolo finale del batterista.
La band aumenta il tiro con “Love Like Jazz”. Gli assoli di Prince e Neto sono ancora i protagonisti. Stacco coordinato di tutta la band e viene unita “What Ur Gonna Do With All This Love”. Prince canta e fa i vocalizzi sulle note dell’assolo di chitarra, prima di cedere il testimone a Renato per un lungo assolo jazz. Stacco con pausa. Proseguono da soli Rhonda, con un groove pazzesco, e Blackwell con un lavoro micidiale di “ghost notes” su rullante.
Il grande frontman, incita il pubblico: “What ur you gonna do. What ur you gonna do, Prince” e parte una chitarra funky che farebbe ballare anche un sasso; “What ur you gonna do. What ur you gonna do, Renato” e si librano in sala i suoni del sintetizzatore, “What ur you gonna do. What ur you gonna do, Rhonda” e l’assolo in slap di basso fa tremare i muri dell’Auditorium. Ancora uno stacco coordinato e chiusura del brano.

1st Encore
Il bis riprende con la marcia su rullante di John che intoduce “Empty Room”. Seguiranno “Elixer” (magnifico l’assolo di piano) e “In A Large Room With No Light”.

2st Encore
Il pubblico non smette di urlare, fischiare e battere le mani quando un boato accoglie nuovamente la band mentre risale sul palco.
La seconda ripresa è affidata a dei lenti. Per cominciare “Insatiable” durante il quale Prince si rivolge al pubblico chiedendo: “Ladies and Gentlemen, show your love for Mr. Renato Neto. Show your love for Mr. John Blackwell. Show your love for Mrs. Rhonda Smith. Coming to the stage, Mr. Morris Hayes”.
Seguiranno “Scandalous”, “The Beautiful Ones” e la celebre “Nothing Compares 2 U”.
Il concerto si chiude con i ringraziamenti di rito: “Thank you Montreux. We love you so much, good night”.

2nd Show
Sempre una voce fuori campo annuncia: “Please welcome John Blackwell, Mrs. Rhonda Smith, The man at the piano, Renato Neto. Yours truly, Prince”.
L’inizio calmo con il brano “When Eye Lay My Hands On U” fa temere il peggio. Si pensa già ad una replica fotocopia del primo show quando il riff di chitarra di “Stratus/That’s It” fa capire che il secondo spettacolo sarà decisamente più potente del primo.
Il pubblico si scalda immediatamente facendo ondeggiare pesantemente le teste. Un groove incredibile ed incalzante porta i componenti della band ad esibirsi da subito in assoli. Divisi dai riff comincia Prince alla chitarra, lo segue Neto al sintetizzatore e Blackwell alla batteria.
Su di una linea – ostinato di basso l’attacco del cantato di “All Shook Up” apre lo spettacolo vero e proprio. Gli spettatori sono in delirio.
“I love you Montreux” e la chitarra distorta annuncia una grandiosa “Peach” alla quale vengono attaccate, una di fila all’altra, senza nemmeno una pausa, “Spanish Castle Magic” e “When U Were Mine”. Un momento più rilassato con i brani “Little Red Corvette” e “Somewhere Here On Earth”, quest’ultimo con un magnifico solo jazz di Renato. Un leggero crescendo con la replica di “She Spoke 2 Me”, brano arrangiato in chiave jazz con dei magnifici soli di tastiere, a cui si aggiungeranno un lungo solo di Prince ed il terzo assolo di batteria della serata.

I suoni degli archi ed un sapiente gioco di luci, fanno piombare nuovamente la sala in momento altamente romantico con le note di “I Love U But I Don’t Trust U Anymore” nell’aria. Ancora un crescendo con “Love Like Jazz” ed è nuovamente groove allo stato puro con “All The Critics Love U In Montreux/Housequake”. Il giro funk della Smith è micidiale. E’ impossibile resisterle. Il pubblico ormai balla e salta in continuazione. Prince, maestro nel far salire l’eccitazione con assoli mozzafiato e smorzando subito dopo gli entusiasmi con i suoi “Breakdown”, dialoga con gli spettatori per diversi minuti – “Am I funky?”,  “Are you funky too?” ed allora “Jump up and down” –  prima di portare a chiusura la prima parte del secondo spettacolo. 

1st Encore

La band torna sul palco per il bis. Prince, cambiatosi d’abito, canta “In A Large Room With No Light”. Un concerto eccezionale la cui chiusura sarà affidata ad una sentita “Purple Rain”, ripresa più volte con un coinvolto pubblico che canta insieme a lui.

Musicista eclettico e geniale, Prince porta nel cuore d’Europa una miscela esplosiva di soul, funk e continui innesti jazz di primissimo ordine: questi ultimi la vera caratteristica delle due esibizioni.
I fans, per i momento, possono ascoltare in streaming sul sito ufficiale del Festival la nuova versione in chiave jazzy del brano “In a Large Room With No Light”, regalo dal cantante per il pubblico.
La speranza adesso è di poter vedere al più presto un doppio DVD della collezione “Live At Montreux”.

Outune ringrazia Agnieszka Podkowinska per la fattiva collaborazione.

Mattia Felletti
 

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