Protest The Hero, Milano, 23 gennaio 2014

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Attendevo il concerto dei Protest The Hero da tempo. Un buco ricavato all’interno del Forum più famoso della periferia di Milano, ospita il 23 gennaio 2014 una data che vede insieme alcuni tra i migliori act del nuovo progressive metal mediato dal mathcore. Riesco a entrare nello già stipato Live Forum quando i Safety Fire stanno concludendo il proprio set. Non si vede una madonna ma si sente sia che la band è in palla, sia che il pubblico è quello giusto. Non si fanno attendere i Tesseract, che nonostante la terribile defezione all’ultimo momento del cantante per problemi di salute, eseguono comunque lo show, sfruttando le voci di una folla convinta e appassionata, accompagnando strumentalmente i fans. Una scena magnifica, fidatevi.

I Protest The Hero suonano un’ora grossomodo, ma signori che ora. Un concerto bomba che nonostante una location non adatta a contenere così tante persone, riesce a impressionare tutti i presenti. I canadesi sono delle macchine da guerra, non sbagliano una nota e sanno anche divertirsi, facendo i coglioni sul palco e dimostrando che le meraviglie sentite su disco sono effettivamente identiche alla resa live dei cinque. Il cantante Rody Walker carbura nei primi due, tre pezzi, sgolandosi in seguito senza cannare nulla dimostrando di essere davvero stato toccato da Dio a suo tempo per avere un’ugola simile. Inoltre sa intrattenere il pubblico con dei siparietti in cui se la ghigna come un pazzo, in quella che diventa da subito una festa senza quartiere. Riesco a infrattarmi di fianco allo stage e a vedermi i tre brani di apertura come si deve constatando da vicino con che razza di mostri abbiamo a che fare; poi esco dal backstage e mi ributto felicemente nella mischia.

Un divertimento assurdo, partecipazione e passione da parte di una platea realmente eterogenea, fatta di vecchiacci indegni come il sottoscritto (ce ne erano anche di più vecchi, la old school si evolve e questo mi fa solo piacere) ma sostanzialmente di un mucchio di nuove leve: una fauna eterogenea, con anche tipelle fighette galvanizzate e una marea di ragazzini che sapevano ogni passaggio delle canzoni dei PTH. Un unico appunto: dove cazzo sono i capelli lunghi? Fatevi crescere i capelli e non solo quelle cacchio di barbe!

La setlist dei Protest passa in rapida rassegna una carriera che è già da ora una delle più interessanti in assoluto delle next big thing della scena: estratti da “Kezia”, “Fortress”, “Scurrilous” e l’immenso recentissimo “Volition” vengono scartavetrati in faccia a un’audience che ne vorrebbe di più (qui la scaletta del concerto). Ma il tempo stringe e il locale (oltre a non far vedere una sega a chi fosse più indietro di una terza ipotetica fila) non valorizza al massimo la clamorosa perizia esecutiva dei Nostri, grazie a un sound non certo perfetto. Sarà per la prossima volta, tuttavia questa sera ho goduto un sacco: prestazione a parte delle band, è stato fantastico vedere oltre cinquecento persone presenti a un evento del genere. Il metallo è vivo e lotta insieme a noi. Anche nel 2014.


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