Queensryche – Alcatraz, Milano 7 giugno 2008

Vent’anni fa, più o meno, usciva Operation:Mindcrime. Uno degli album più rispettati della storia. Poi i Queensryche sono diventati famosi (soprattutto in America), milioni di dischi, un sacco di successo per una band tecnicamente eccelsa e con un gran talento. Poi passano gli anni, spariscono i milioni di dischi, diminuisce il rispetto ma di sicuro aumenta la voglia di sperimentare da parte dei 5. Ora nel 2008 siamo al raschiamento del barile, con quella merda pressata di Mindcrime 2 e l’ultimo disco di cover a testimoniarlo, santificato dal tour con tutti i Mindcrime dal vivo con contorno di attori. La paura di vedere qualcosa di patetico era concreta, ma la band di Seattle ha dimostrato che con gli strumenti in mano ci sa ancora fare.

Senza support act e con partenza un po’ a sorpresa alle 20, i nostri hanno sparato in successione i due dischi e un gradito encore, sfoggiando grande tecnica e grande carisma. Dal lato prettamente strumentale sono stati tutti su ottimi livelli: Jackson e Rockenfeld alla sezione ritmica sono una garanzia, così come Wilton alla chitarra; il secondo chitarrista Mike Stone ha riproposto con gran gusto gli assoli del mai abbastanza compianto Chris DeGarmo e Geoff Tate infine ha dato una prova maiuscola con la sua inconfondibile voce. Ormai ha una certa età, e l’utilizzo del microfono ad archetto ha spesso lasciato un po’ allibiti, ma il suo carisma è indiscusso dato che si è sgolato e dimenato con grande foga per tutto il concerto.

Nella prima parte (quella che aspettavano tutti, dai) c’è stato scarso ricorso agli attori: giusto un sosia di Geoff a fare il protagonista Nikki e la solita (e sempre più rotonda) Pamela Moore nei panni di Sister Mary. Per il resto sono stati proiettati i filmati originali, con tutto il pubblico a cantare dall’inizio alla fine classici come ‘Revolution Calling’, ‘Spreading The Disease’, ‘Speak’, ‘The Mission’, l’emozionante ‘Suite Sister Mary’, ‘Breaking The Silence’…insomma, ogni pezzo di quell’album è un successo.
La seconda parte, pur essendo su disco poco sopportabile, è passata in tutta tranquillità grazie all’impegno della band e all’uso di parecchi attori in scena…una scelta simpatica ma che alcune volte ha fatto sfiorare il ridicolo: certe scene come quella del tribunale, l’inseguimento (il video con Ronnie James Dio sembrava amatoriale) o il delirio causato dalla droga erano decisamente surreali e atipiche per un concerto rock. In definitiva comunque un signor concerto, con ottimi suoni e grande spettacolo, che è stato apprezzato dal pubblico numeroso ma ovviamente non sterminato (tra europei e Vasco…). Unico neo l’essere iniziato un po’ troppo presto, per il resto 25 euro spesi benissimo.

Setlist: Operation:Mindcrime (full set), Operation:Mindcrime 2 (full set), Jet City Woman, Empire, Silent Lucidity

M.B.

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