Rammstein – Halle Tony Garnier, Lyon (France) 2 dicembre 2009

C’è il clima delle grandi occasioni a Lyon per questo concerto dei Rammstein, con i 17 mila posti della Halle Tony Garnier esauriti da mesi. La struttura in vetro e acciaio di inizio secolo scorso si rivela particolarmente adatta al set dei tedeschi, costituendo praticamente una suggestiva estensione della scenografia del palco che al solito presenta macchinari vari e strutture da industria pesante.

Aprono le danze i norvegesi Combichrist, e sono il gruppo spalla perfetto. La loro EBM robusta e marziale è semplice ai limiti della banalità, il che va benissimo per coinvolgere migliaia di persone che non ti hanno mai sentito. E infatti l’insolito quartetto costituito da cantante, tastierista e due percussionisti cattura subito la platea con i suoi ritmi serrati e ripetitivi, le teste si muovono, i piedini battono, e dopo la abbondante mezz’ora sono tutti caldi al punto giusto per accogliere i protagonisti della serata. I Nostri entrano in scena sfondando un muro tra fuochi e fiamme, probabilmente celebrando a modo loro il ventennale della caduta del muro di Berlino, intonando la manowariana Rammlied con Till che canta con in bocca una luce che fa un bellissimo effetto da androide da fantascienza anni 30.

Da qui si parte con il solito tourbillon di fuoco, fiamme e trovate divertenti, anche se la scaletta lascia molti perplessi: pochissimo spazio ai classici, mentre viene riproposto quasi per intero l’ultimo Liebe Ist Für Alle Da, evidentemente non ancora assimilato dalla maggior parte del pubblico, che aspetta le hits per scatenarsi. Fa eccezione il singolo Pussy, strasentito e facile da cantare, soprattutto il profondo ritornello in inglese. C’era parecchia curiosità (e un filo di preoccupazione) di vedere cosa si sarebbero inventati a livello scenico, visto il video porno che ha accompagnato la canzone e il relativo finale con copiosi schizzi di sperma… alla fine si sono limitati a un bel cannone rosa con punta viola che spruzzava sul pubblico copiosi getti di schiuma bianca. Si poteva fare di meglio, via.

Per il resto i siparietti teatrali sono piuttosto limitati, una classica uccisione di Flake, la consueta ‘remata’ in gommone trasportato dal pubblico, mentre simpatica è stata l’esecuzione di un fan lanciatosi sul palco che è stato prontamente arrostito dal lanciafiamme di Tille, per poi essere finito dalla security dopo avere corso in fiamme qua e là per lo stage.

Certo solo due canzoni da Sehnsucht (tra cui la conclusiva Engel che manda tutti a nanna), solo una da Reise Reise… decisamente i fan di vecchia data se ne escono con l’amaro in bocca per non essersi potuti scatenare con i tanti cavalli di battaglia che non sono stati proposti. Niente da dire invece sulla performance dei tedeschi, sempre professionalissimi all’interno del loro oliato spettacolo pirotecnico, da vedere almeno una volta nella vita. Non a questo giro purtroppo, visto che in questo tour non sono previste date in Italia, paese sempre più marginale anche nella musica.

Si ringrazia Universal Music per l’indispensabile collaborazione

Samuele Rudelli

 

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