Rock Im Park 2010 – Zeppelinfeld, Norimberga (Ger) 03-06 giugno 2010 (ESCLUSIVA)

Tempo di bilanci per l’edizione 2010 del Rock Im Park, che ha portato 65000 persone a Norimberga per festeggiare il quindicesimo anniversario di quello che è tra i maggiori festival dell’Europa Continentale. Chi esce vincitore da questa quattro giorni di musica? Prima di fermarci nel dettaglio sui gruppi, il popolo tedesco risulta la nota più positiva del Rock Im Park.

Prima di tutto l’organizzazione: tempi rispettati con precisione chirurgica (escludendo i 15 minuti di anticipo per i Kiss), suoni di qualità buona per tutte le band e un servizio di sicurezza presente in maniera capillare, diligente (e forse fin troppo fiscale in alcuni casi, ma è meglio così) e di una gentilezza quasi disarmante. Ottimi anche gli stand: anche se il grosso era comunque junk food, si poteva mangiare ovunque a prezzi umani, cenando tranquillamente con poco più di 10 euro, inclusa la bevanda (sempre fresca a qualsiasi ora del giorno).

Nota di merito anche al pubblico: zero scene di panico per accedere alle prime vasche, zero bottiglie lanciate nei confronti di band ostili, il tutto in un clima di grande festa, dove l’alcol comunque regnava sovrano. L’immagine del metallaro con tanto di tshirt della sua band preferita ballare durante il set di Jay-Z resterà negli annali.

Dal lato musicale, quasi scontata la vittoria finale dei Them Crooked Vultures, piazzati come headliner dell’AlternaStage nella giornata di venerdì: più di un’ora di spettacolo di altissima classe, a dimostrazione del fatto che, con loro, siamo di fronte ad un supergruppo e non ad un’accozzaglia di turnisti messi là a caso. L’inizio con “Elephants” e “Mind eraser (no chaser)” è stato capace di spazzar via ogni performance della lunga quattro giorni.

Appena dietro, in un’ipotetica classifica, i Muse, capaci di fare lo show della vita con un palco relativamente sobrio ma spettacolare e una scaletta best of, diversa rispetto agli show autunnali e ritenuta dai fan una delle migliori degli ultimi anni. Questo concerto e gli stadi delle prossime settimane li eleggeranno come nome di punta della scena mondiale, al pari di band importanti come gli U2.

Escludendo le ovvie performance strepitose degli altri tre headliner (Kiss, Rammstein Rage Against The Machine.. spettacolari i palchi delle prime due band, sconvolgente la precisione della band californiana), la terza piazza la diamo ai Bad Religion: messi nell’AlternaStage nel tardo pomeriggio di venerdì, hanno dato 45 minuti di lezione su come suonare punk rock di classe dopo trent’anni di carriera, senza comunque scendere nel pacchiano. I capelli saranno caduti, nel frattempo molti hanno anche un altro lavoro (ricordiamo Greg Graffin docente universitario), ma quando salgono su un palco i cinque si dimostrano migliori di tante band giovani e con più energia. Immortali.

Note di merito anche per molte altre band, che per nostra comodità divideremo per giornata:
– Venerdì: Rise Against (nel CenterStage hanno confermato la fiducia data dai promoter internazionali e dalla loro label, che li ha piazzati nelle posizioni alte di molti festival; questa estate sarà la loro consacrazione), The Hives (show della madonna il loro.. quando conta più il tiro della tecnica a livello musicale), Pendulum (in un AlternaStage o un ClubStage alle due di notte sarebbero stati tranquillamente in top5 del festival; alle tre del pomeriggio restano comunque gli autori di uno show soprendente)
– Sabato: Jay-Z/Cypress Hill (la coppia che, in apparenza, era la pecora nera del Rock Im Park, si è rivelata la sorpresa assoluta.. set per nulla noiosi e capaci di attirare l’attenzione di tutti), Heaven Shall Burn (unica band che è riuscita a riempire all’inverosimile il ClubStage)
– Domenica: Alice In Chains (classe infinita da una band che, con “Black gives way to blue”, è letteralmente rinata), Motorhead (quando dire “il solito show” è tutto fuorché un giudizio negativo).

Anche di fronte a una così grande scelta di gruppi, sono state poche le delusioni, ma tutte bruciano fortemente: brutto show per i Kasabian, anche grazie ad un pubblico non molto caldo, e pesantissime le valutazioni per 30 Seconds to Mars, che badano più all’essere rockstar che dei veri e propri musicisti, Him, di gran lunga la band peggiore della quattro giorni (con un Ville Valo fuori forma), e The Damned Things, che al loro debutto live hanno dimostrato di avere un repertorio che non regge oltre i 3-4 pezzi di qualità. Rimandati a settembre invece Slash, ma più per la scaletta troppo spaccata in due tra i pezzi dei Guns N Roses e tutto il resto della sua carriera, e gli Airbourne che, pur essendo delle macchine live, devono ancora trovare una loro identità.

E con questo articolo, chiudiamo l’edizione del quindicesimo anniversario del Rock Im Park, capace di raccogliere più di 70 band in quattro giorni e di creare un clima di festa per più di 65 mila persone. Ci rivedremo al prossimo anno, presumibilmente il primo weekend di giugno, per l’edizione del 2011? Molto probabilmente sì. Aspettiamo però qualche conferma, che non è ancora arrivata dagli organizzatori. Noi ci sbilanciamo, e ci aspettiamo di vedere allo Zeppelinfeld, come headliner, Iron Maiden e i riformati Soundgarden.

FOTOREPORT (thanks to Noa Magger)
Si ringrazia Argo Konzerte, e in particolare Jan Puetz e Klaus Fischer, per la collaborazione

Jacopo Casati, Nicola Lucchetta

Foto by Noa Magger

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