Rock In Idrho Preview 13 giugno 2012

Scritto da il 14 giu 2012

Rock In Idrho Preview 13 giugno 2012

Gli Offspring si sono esibiti ieri, 13 giugno 2012, come headliner della Preview del Rock In Idrho, tenutasi al Carroponte di Sesto San Giovanni (Milano). Si è trattato di un vero e proprio mini – festival; infatti prima degli Offspring hanno suonato ben cinque band, suddivise fra i due palchi messi a disposizione nella location, non molto ampia ma fra le migliori che l’Italia possa offrire per organizzare eventi del genere. Niente asfalto, ma tanto verde e la possibilità di coprire il main stage in caso di pioggia. Ottima anche l’organizzazione, con gli orari delle esibizioni rispettati scrupolosamente e suoni che in tutta la serata non hanno mai deluso. Serata che, dopo i brevi show di La Dispute, Billy Talent e Hot Water Music, ha iniziato a scaldarsi veramente con l’arrivo dei The Hives. In una giornata dedicata principalmente all’hardcore melodico, il loro garage punk dalle venature vintage avrebbe potuto apparire fuori luogo, ma al contrario gli svedesi conquistano subito l’attenzione dei presenti e, vestiti col frac d’ordinanza (Pelle indossa pure la bombetta), sfoderano tre quarti d’ora impeccabili per dinamismo e interazione con il pubblico, sforzandosi di parlare in italiano e finendo le frasi con “capisc?“. Fanno anche sapere che “Lex Hives“, il loro nuovo disco, è appena uscito, e infatti la setlist darà molto spazio ai brani dell’album. Scelta discutibile, perché se live i Nostri sono una garanzia, su disco ultimamente ne azzeccano poche. Tuttavia da “Lex Hives” vengono estratti i due brani migliori, “Come On!” e “Go Right Ahead“, e se in scaletta sono presenti canzoni come “Walk Idiot Walk“, “Main Offender” e “Tick Tick Boom” è sempre un bel sentire. Promossi, ma avevamo pochi dubbi in proposito.

Al loro confronto, i Lagwagon, ultimo gruppo a suonare sul second stage, hanno persino sfigurato. In realtà la band californiana ha fatto il suo, privilegiando una setlist in cui ben dieci canzoni su sedici sono state tratte da “Hoss” e “Trashed“, i loro due album più famosi, che a metà anni Novanta hanno permesso al complesso di emergere nell’allora montante movimento skate – punk/melodic hardcore. Il fatto è che i loro pezzi, oggi, suonano un po’ datati, non avendo retto molto bene alla prova del tempo, e non sembra che i Lagwagon abbiano qualche nuova idea di spessore per evitare di scadere nell’anonimato (il loro ultimo full – length risale al 2005). In ogni caso, il loro concerto è stato mediamente godibile, e fra il pubblico non era difficile scorgere ultra trentenni convenuti apposta per un’immersione nostalgica nelle sonorità con le quali sono cresciuti.


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In tutta onestà, anche gli Offspring di adesso paiono un po’ dimessi rispetto al loro periodo migliore. Con “Smash” erano diventati un gruppo enorme, assieme ai Green Day fra i più grandi artefici del revival del punk melodico, e avevano continuato a vendere milioni di dischi fino ad “Americana“. I loro video erano costantemente in heavy rotation su MTV. Poi, complice anche la sfortuna e un paio di dischi non all’altezza, il loro successo è inesorabilmente scemato, tanto che oggi, mentre i Green Day riempiono gli stadi, Dexter Holland e compagni si devono accontentare di un migliaio di fan circa al Carroponte. Pochi, ma buoni. Un pubblico preparato e decisamente partecipe, che non si è risparmiato un minuto e non si è fatto pregare nello scatenare un pogo più che notevole. Gli Offspring, dal canto loro, nonostante le molte primavere alle spalle (in un genere come il loro il fattore età si fa sentire più che in altri) e una staticità forse un po’ troppo accentuata, si sono comportati da grandissimi professionisti e hanno dato tutto quello che avevano. Le loro canzoni hanno fatto davvero la storia e, al contrario di quelle dei Lagwagon, ancora adesso suonano fresche ed ispirate. “Days Go By“, il singolo estratto dall’imminente nuovo album, non è granché, è necessario ammetterlo. Soprattutto se confrontato con pezzi del calibro di “Bad Habit“, “Come Out And Play” e una “All I Want” messa seconda in scaletta e che ha fatto saltare nelle prime file tutti i presenti. A posteriori, si sarebbe potuto chiedere qualche brano in più da “Ixnay On The Hombre” (presente, come detto, con la sola “All I Want”) ed è un peccato che sia stato tralasciato completamente un grande disco come “Ignition” (al contrario di quanto successo in alcune date precedenti), ma la conclusione affidata ad una trascinante versione di “Self Esteem“, invocata a gran voce dai fan, ha fatto calare il sipario su di una grande serata all’insegna del punk made in California. Tanto meglio se oggi gli Offspring suonano per pochi, gli altri non sanno quello che si perdono.


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The Hives Setlist: Come On! – Try It Again – Take Back the Toys – You Got It All…Wrong – Walk Idiot Walk – Main Offender – My Time is Coming – No Pun Intended – Wait a Minute – Won’t Be Long – Hate To Say I Told You So – Patrolling Days – Encore: Go Right Ahead – Tick Tick Boom

Lagwagon setlist: Intro – Island of Shame – Violins – Kids Don’t Like to Share – Lazy – Weak – After You My Friend – Sleep – Razor Burn – Mr. Coffee – Sick – Give It Back – Coffee and Cigarettes – Alien 8 – Making Friends – May 16 – Brown Eyed Girl (Van Morrison cover)

Offspring setlist: You’re Gonna Go Far, Kid – All I Want – Come Out and Play – Days Go By – Have You Ever – Staring at the Sun – Original Prankster – Bad Habit – Walla Walla – Hit That – Kristy, Are You Doing Okay? – Why Don’t You Get a Job? – Americana – What Happened To You? – Want You Bad – Pretty Fly (for a White Guy) – The Kids Aren’t Alright – Encore: (Can’t Get My) Head Around You – Self Esteem

Stefano Masnaghetti

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