Rock Of Ages – Palasharp, Milano 13 settembre 2008

 

Il 13 settembre 2008 si è svolto nella cornice del Palasharp un nuovo festival (ennesimo evento musicale di questo fin troppo affollato 2008), il Rock Of Ages, dichiaratamente dedicato a sonorità hard rock e con il sottotitolo “For all the ages”: e in effetti le fascie di età presenti erano decisamente eterogenee, andando dai rocker più stagionati a improbabili glamster quindicenni, con tutte le sfumature nel mezzo.

Il festival non nasce esattamente al meglio visto che di sette band annunciate inizialmente ne vengono confermate solo sei e solo quattro giorni prima vengono annullati per fantomatici motivi tecnici i Gotthard, terza band in ordine di importanza, cosa che fa dubitare parecchi dell’effettivo valore del prezzo del biglietto, 50 euro + prevendita. Vediamo se i dubbi sono stati fugati o meno…

 

Pino Scotto

Con circa mezz’ora di ritardo (che verranno trascinati per tutta la serata) arriva sul palco Pino Scotto che ci saluta con un “Ciao, bastardi!”, e ci intrattiene con del sano rock’n’roll misto alle sue solite perle di saggezza e invettive contro il sistema musicale, il belpaese, la Pausini, Piero “Peluche” e chi più ne ha più ne metta, nel suo tipico linguaggio oxfordiano… il personaggio si può odiare o amare ma ormai grazie soprattutto al tam tam di internet e di youtube è diventato, nel bene e nel male, un’icona, quel che conta però è che si è dimostrato un ottimo opener scaldando a dovere il pubblico (ancora non molto numeroso), grazie anche al supporto di tre musicisti tecnicamente ineccepibili. La tracklist ha spaziato dall’ultimo album “Datevi fuoco” fino a vecchi pezzi dei Vanadium, per una durata di circa 45 minuti.

 

The Quireboys

Atmsofere da pub londinese per i Quireboys, molto eterogenei esteticamente (chitarristi anni settanta, gangster anni ’20 alla batteria, tastierista pastore sardo e frontman dal look piratesco) ma con un inconfondibile sound hard rock con chitarre distorte e un uso molto efficace di tastiere e piano, decisamente caratteristico. I nostri eseguono pezzi da tutto il loro repertorio e brani dall’ultimo album “Homewreckers & heartbreakers” attualmente in promozione. Spike non lesina movenze da rockstar consumata e con la sua voce roca ci accompagna per poco men di un’ora decisamente divertente, lasciandoci soddisfatti ma con la voglia di sentirli ancora.

 

Loaded

E’ il turno della band capitanata da Duff McKagan, noto ai più per i trascorsi come bassista nei Guns’n’Roses, qui in veste di chitarrista e cantante. Il progetto viaggia su coordinate punk-rock e alternative discontandosi dall’hard rock puro, lasciando piuttosto indifferente il pubblico che evidentemente è qui per altri tipi di sonorità, qualuno arriva addirittura a insultare la band a più riprese. Saranno gli stessi che esulteranno quando, scambiando il basso con un chitarrista, il gruppo esegue delle cover tra cui “It’s so easy” dei Guns, per la gioia degli astanti. La parte finale dell’esibizione risulta decisamente più convincente, riscattando in parte la prima sezione.

 

Extreme

C’è molta curiosità per il ritorno sulle scene degli Extreme, band storica a cavallo degli anni 90. L’album del comeback “Saudades de rock” non ha convinto appieno ma i nostri smentiscono ogni dubbio sulla loro forma con uno show strepitoso, alternando vecchi classici come “Play with me” a (pochi) brani più recenti come “Star”. Gary Charone si dimostra un grandissimo singer e frontman esibendosi nelle sue tipiche mosse, il nuovo batterista Kevin Figueiredo si muove con padronanza dietro le pelli, Pat Badger al basso contribuisce a dare la tipica connotazione funk ai pezzi dei nostri, e Nuno Bettencourt ci fa capire perchè ha la fama di essere un guitar hero, suonando la sua sei corde con classe e maestria, mostrandoci di saper shreddare anche sull’acustica con una micidiale “Midnight Express” che precede una toccante “More than words” cantata da tutto il pubblico. Il pubblico invoca il suo nome a gran voce ma lui lo zittisce simpaticamente con un “Naaah… shut the fuck up…”… Dopo quasi un’ora e mezza la band esce dal palco ma c’è ovviamente l’encore con l’immancabile “Get the funk out”… grandissimo concerto, speriamo di rivederli presto!

 

Twisted Sister

E’ il momento per i re (regine?) della serata, i Twisted Sister! Acconciati con un look leggermente più sobrio del solito, i nostri si confermano animali da palco macinando successi uno dietro l’altro, e dopo aver eseguito tra i primi brani “We are not gonn take it” (con grande partecipazione del pubblico, ovviamente), Dee Snider si domanda: “Why do we play one of our most famous songs in the beginning? Because if you’re here to hear only We are not gonna take it… GET THE FUCK OUT!” La tracklist pesca a piene mani dall’album “You can’t stop rock’n’roll”, di cui si festeggia il venticinquesimo anniversario; non è l’unica cosa che si festeggia, visto che il buon Dee ci farà cantare un coro di buon complenno per la moglie Suzette… e a proposito del tempo che passa, Jay Jay French non può fare a meno di spendere due parole su fenomeni odierni come American Idol, dove i protagonisti hanno vita facile e sono contenti se i fan stanno con loro per 30 settimane… quando band come i TS, Judas Priest, Alice Cooper e simili hanno un seguito da più di 30 anni, e hanno dovuto lottare per arrivare dove sono. E stiamo pur certi che con show come quello di stasera avranno fan per molti anni a venire (decadenza fisica permettendo…!)… Non può mancare in scaletta “I wanna Rock” con botta e risposta tra Dee Snider e il pubblico saltellante. Si chiude tristemente con un encore velocissimo a causa del ritardo: lo show finisce alle 23.20 contro le 23 previste con 10 minuti buoni di taglio scandalosi. Dee Snider, come già nel 2003, si autopropone come headliner del prossimo Gods of Metal: vediamo se stavolta gli daranno retta o dovranno passare altri 5 anni prima di poterli rivedere sul palco…

 

In conclusione, serata decisamente riuscita grazie a un ottimo cast di qualità media molto elevata con due mostri sacri, Extreme e Twisted Sister, che raramente deludono dal vivo. Attendiamo al varco una eventuale seconda edizione di questo Rock of Ages… la prima è sicuramente promossa!

 

Cristiano Dieci

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