Rolling Stones, il report dell’evento al Circo Massimo di Roma del 22 giugno 2014

La biga del rock n’ roll trascinata a tutta velocità attraverso il Circo Massimo di Roma da quattro leggende viventi (gente che il rock lo ha plasmato più di 50 anni or sono) ha letteralmente incendiato i 70.000 (settantamila, sì, avete letto bene) presenti nella Capitale, che per una sera è tornata a potersi fregiare del titolo Caput Mundi, vista la varietà di etnie presenti in loco.

La scaletta, ben più lunga delle aspettative (pubblicata sulle nostre pagine immediatamente finito lo show), ha attraversato con classe ed eleganza l’intera carriera della band, che ha spettinato tutti quanti con suoni limpidi e potenti ed una presenza scenica sul palco che nessuno è in grado di offrire: grinta da ventenni in corpi da settantenni, rughe profonde come un dito, ma capaci ancora di correre, saltare, ballare, inginocchiarsi all’altare della Musica degli Dei, di fronte alla schiera festante ed estatica dei fedeli discepoli.

La location, quel Circo Massimo ancora una volta testimone della storia; chissà quante ne ha viste, ma sicuramente, se potesse raccontare degli eventi più epici ed importanti che si sono tenuti sul suo suolo, narrerebbe di un concerto indimenticabile, e dei settantamila che hanno ballato e saltato sulla sua antica terra.

Gli ospiti, benché si fosse vociferato per giorni della possibile comparsata del Boss (evento non verificatosi), non sono certo mancati: un fortunatissimo e gasatissimo John Mayer (autore di un ottimo e più che apprezzato set di apertura prima che i quattro inglesi iniziassero a scrivere l’ennesima pagina della loro storia) ha suonato e cantato su una infuocatissima “Respectable”, mentre l’ex Mick Taylor ha deliziato i presenti riunendosi ai suoi vecchi compagni di scorribande su “Streets of Love” e “Midnight Rambler”, con interpretazioni personali ed intense (ci starebbe anche memorabili, ma di memorabile c’è stato ogni istante della serata, quindi aggiungere l’aggettivo sarebbe superfluo). E infine da citare anche il coro italiano che ha regalato ulteriori brividi a tutti introducendo una “You Can’t Always Get What You Want” da lacrime.

Le polemiche: quelle in Italia non mancano mai, ma trattandosi in questo caso specifico di fuffa fine a se stessa, e potendo dire che ho trovato eccellente la gestione dell’evento in toto, non sprecherò ulteriore spazio né perderò ulteriore tempo su questo punto.

Sì, ma alla fine chi ha suonato? Probabilmente l’unica band al mondo ad aver superato la boa dei 50 anni di carriera ed essere ancora in grado di attirare masse di gente così importanti, realizzando eventi destinati ad entrare a pieno titolo nella storia della musica. Mi sembrava inutile dirlo, ma non si sa mai… Se siete arrivati fin qui senza sapere di chi stessi parlando, beh, forse durante lo scorso fine settimana siete stati su di un altro pianeta, un pianeta sicuramente più triste del nostro, perché su quel pianeta di sicuro non esistono i Rolling Stones.

3songsnoflash.it/

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