Rolling Stones – Stadio Olimpico, Roma – 6 luglio 2007


Appena entrati nello stadio la cosa che salta subito all’occhio è l’imponenza della struttura del palco: ben 24 metri per 70, mai visto niente del genere, da quello che si sente dire in giro l’intera struttura viene montata e smontata da una equipe di ben 120 persone in 4 giorni e scarrozzata per tutta l’Europa!
Manca ormai poco all’orario di inizio e lo stadio va via via riempiendosi sempre di più…ma ecco che all’improvviso alcune centinaia di persone provenienti dalla curva alla sinistra del palco riescono a sfondare le barriere e, tutti contenti improvvisano un’invasione di campo, si disperdono quindi per tutto il prato, e quando le protezioni vengono sistemate il danno ormai è fatto: non avendo questi fenomeni posti numerati, vaano a concentrarsi maggiormente nelle prime file, per avere (ovviamente) una migliore visione del concerto. Per una bella mezzora si aspetta che staff o polizia decidano di fare qualcosa (a proposito, dove erano al momento del fattaccio?), il tempo passa e nessuno fa niente. A causa di quanto accaduto (bravi, ottima dimostrazione di ‘furbizia’ all’italiana, non ci smentiamo mai, ndr) la gente nelle prime file è costretta a stare in piedi per vedere, e così, a mo di catena ci ritroviamo tutti in piedi sulle sedie, non il massimo della comodità per chi aveva pagato un bel po’ di soldi. Dopo poco la musica di sottofondo viene tolta, le luci si spengono e i Rolling Stones fanno il loro ingresso in campo, pardon, sul palco.

Il primo ad entrare è Keith Richards, vestito con una giacchetta di lustrini con bandana, catena sui pantaloni e baffetti: sembra appena uscito dal cast di Pirati dei Carabi. Dietro di lui seguono tutti gli altri, tra cui l’icona del gruppo Mick Jagger.
Mick ci saluta parlando in italiano, e non sono le solite fresi imparate a memoria, si sente da come lo dice: “Buonasera Italia, come state? E’ una serata meravigliosa!”. Nonostante l’età ha le stesse movenze di 40 anni fa, mai fermo, come lo vogliono i fan, sempre a incitare, dà tutto se stesso.
I quattro sembrano in magnifica forma, forse l’unico meno presente è Richards, è su di lui che si vede maggiormente il peso degli anni, in ogni caso la sua sarà una performance assolutamente perfetta.

L’opener è tra le classicissime: appena si odono le prime note di “Start Me Up” l’intero stadio inizia a ballare e a cantare, il palco si illumina di mille colori e il buio della notte romana assomiglia a un grattacielo a Natale, l’acustica, almeno dal prato, è ottima e si sente con chiarezza ogni singolo brano.
Insieme al quartetto si uniscono a poco a poco un tastierista, quattro ottoni e tre coriste. Una di questi ultimi dà prova di avere una gran voce duettando con Jagger quando i Rolling Stones, in onore di James Brown, intonano “I’ll Go Crazy”.

Keith a metà concerto dà il cambio a Mick e tra le urla del pubblico attacca prima un blues (“You Got the Silver”) e poi “Happy”, annunciandola quasi con nochalance dicendo: “what we’re gonna do now…Ok, Happy”.
Quindi accade l’impensabile: una parte del palco si stacca e l’intero gruppo inizia lentamente a spostarsi su dei binari sopraelevati, collocandosi infine al centro dello stadio, dove viene suonata una delle canzoni più belle mai scritte nella storia del rock: “Satisfaction”. Inutile commentare, l’intero stadio è sul punto di esplodere.
I pezzi storici eseguiti si prestano a prolungate jam, quasi a voler ribadire l’immortalità di certi sound, e quindi canzoni come “Sympathy for the devil”, “Paint It Black” e il bis “Brown Sugar” diventano lunghi inni che sembrano non voler finire mai.
Appena la band esce di scena dei fuochi artificiali finali decretano la conclusione dello show, e la sensazione che rimane sulla pelle e nella mente è quella di aver assistito a qualcosa di magico, qualcosa che nella vita chiunque dovrebbe vedere almeno una volta.

Setlist: Start Me Up – You Got Me Rocking – Rough Justice – Rocks Off – She’s So Cold – Ruby Tuesday – Can’t You Hear Me Knocking – I’ll Go Crazy – Tumbling Dice – You Got The Silver – Happy – Miss You – It’s Only Rock’n Roll – Satisfaction – Honky Tonk Women – Sympathy For The Devil – Paint It Black – Jumping Jack Flash – Brown Sugar.

N.B.

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