Rosario Giuliani: “Lennies Pennies” – Casa del Jazz, Roma 9 luglio 2010

Si va sempre volentieri al “Summertime”, si sta bene, al fresco del parco, si rivedono vecchi amici, si ascolta buona musica. Stasera è la volta di Rosario Giuliani che presenta il suo ultimo lavoro dedicato, cosa piuttosto curiosa per un sassofonista, a quel grande pianista e compositore che fu Lennie Tristano (1919-1978).

Alla batteria un grande Joe La Barbera (1948) (indimenticabile la sua presenza nell’ultima turnee di Bill Evans, nell’estate del 1980, venne anche qui a Roma, a suonare ai Murales, ma questro era tanto, tanto tempo fa).

C’è Dado Moroni (Genova, 1962), un bel pianismo, frizzante, e che certamente ben si amalgama con la visione filosofica di fondo del band leader; c’è Darryl Hall (Philadelphia, 1963) col suo contrabbasso sempre ben intonato, pieno di swing, di ritmo, e che anche negli assolo ha mostrato un suono caldo ed avvolgente.

E veniamo a Rosario Giuliani (1967): il suo fraseggio, fluido, vivace, riesce a mostrare, una alla volta, le tante facce del suo strumento. Entusiasmo, energia, nel suo suono, anche nei brani più difficili la concentrazione c’è, ed anche la voglia di confrontarsi su materiali come “How Deep is the Ocean” (di Irving Berlin, lui che – da buon ebreo- ha scritto la più bella canzione sul Natale:  “White Christmas”). Poi “Lennie’s Pennies”, poi ancora  “74 Miles Away” di Joe Zawinul (un brano scandito da una metrica in 7/4 e dunque molto stimolante sia ritmicamente sia per il fraseggio che ne scaturisce in fase di improvvisazione).

Cosa dire: si vede l’esperienza del quartetto, l’ottima tecnica di ciascuno. Ed è forse proprio per questo che si desiderebbe qualcosa di più. Ed invece dopo un po’ ci ri ritrova, anche se di fronte a stimoli tanto differenti tra loro, ad ascoltare un qualcosa di troppo simile a sè stesso. Ma forse sto, come è mio solito, chiedendo un po’ troppo. Il pubblico è comunque soddisfatto, tra un blues, una bossa, un brano post-bop e qualche ammiccamento all’avanguardia la serata scivola via come una birra fresca. E va bene così, amici miei.

Rosario Giuliani – sax
Dado Moroni – piano
Darryl Hall – contrabbasso
Joe La Barbera – batteria

Marco Lorenzo Faustini

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