Sebastian Bach – Live Club, Trezzo sull’Adda (MI) 18 dicembre 2009

Nonostante le condizioni climatiche idonee per un concerto degli Immortal, ci siamo fatti coraggiosamente forza e abbiamo intrapreso una spedizione alla volta del Live Club di Trezzo per presenziare alla data milanese del tour dell’ex-cantante degli Skid Row.


Giunti sul posto con un discreto ritardo rispetto all’orario indicato per l’inizio dello show, scopriamo con gioia che le danze non erano ancora state aperte, e notiamo che il locale è piuttosto pieno, nonostante le avversità climatiche e la bufera di neve che impazzava all’esterno.
Le luci si spengono alle ore 23.00 e sulle note di “Back in the saddle” fa la sua comparsa Sebastian, accompagnato dalla sua band, nella quale figurano il chitarrista sicuramente più giovane della scena hair/glam (Nick Sterling, classe 1990 ma con collaborazioni illustri alle spalle), e quello in assoluto più brutto (Johnny Chromatic).

Dopo la botta iniziale con la cover degli Aerosmith, Sebastian ha voluto subito accontentare il pubblico, che, com’è facilmente immaginabile, era li principalmente per sentire i vecchi classici degli Skid Row, e quindi ecco “Slave to the grind” iper-velocizzata e incazzatissima, e una “Big guns” già più fedele alla versione originale.
Seguono brani tratti da Angel Down, ultimo lavoro in studio datato 2007, alternati da altre hits di SkidRowiana memoria.

Bach dimostra di avere ancora la grinta necessaria ad intrattenere il pubblico e a farlo divertire: corre, scapoccia, fa roteare il microfono (e i musicisti sul palco devono pure stare attenti a non prenderlo sui denti), si rivolge ai fans con le solite frasi di circostanza in italiano, e dimostra di avere ancora un po’ di voce per farci godere. Certo, il delay non manca, e forse siamo pure un mezzo tono sotto alle versioni originali e lo show non è stato certo lungo (un’ora e un quarto circa), ma almeno l’ugola ha retto degnamente fino alla fine; una lode agli ottimi lavori svolti alle sei corde dei due succitati chitarristi, e ad una sezione ritmica più che precisa.

I punti più alti dello spettacolo si sono avuti su “18 and life” e “I remember you”, l’irruenza di “Monkey Business” e la selvaggia cavalcata conclusiva di “Youth gone wild”, che ha scatenato un moshpit assassino nelle prime file e cori cantati all’unisono durante il ritornello.

Insomma, per una serata siamo tornati tutti indietro di un bel po’ di anni : quelli più su d’età fra i presenti saranno magari tornati allo show di 20 anni fa al Palatrussardi di Milano (dove gli Skid Row, per la prima volta in Italia, suonarono di spalla ai Motley Crue),  mentre i più giovani hanno potuto provare per la prima volta i brividi che brani storici come quelli riproposti sapevano e sanno far correre lungo la schiena. Serata più che dignitosa quindi, anche se più volte nel corso della serata ci siamo chiesti : “Ma un bel reunion tour con gli Skid Row proprio non ce lo vuoi regalare Seb ?”.
Un plauso a tutti presenti, che pur di assistere allo spettacolo hanno sfidato neve e ghiaccio, e un ringraziamento ai miei compagni di viaggio, che hanno condiviso con me la lunga epopea sia all’andata che al ritorno, rincasando alle 5 del mattino assonnati e infreddoliti…

Setlist: Back In The Saddle – Slave To The Grind – Big Guns – Live The Life – Here I Am – Stuck Inside – Piece Of Me – 18 And Life – American Metalhead – Stabbin’ Daggers – By Your Side – Monkey Business – You Don’t Understand – (Love Is) A Bitchslap – Television – I Remember You – Youth Gone Wild

Corrado Riva

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