Seether, Cisano Bergamasco 19 giugno 2014

I Seether sono una band sudafricana attiva dal 1999 che propone un hard rock con chiare influenze grunge. Dall’uscita del primo album la loro carriera è stata un continuo crescendo suggellato da una serie di tour in cui hanno condiviso il palco con artisti come Nickelback, 3Doors Down, Papa Roach, Staind, Evanescence e molti altri fino ad arrivare in cima alle chart rock mondiali con il singolo Remedy. Non erano al loro primo passaggio in Italia, ma ieri sera è stata per me e molti altri la prima occasione di vederli Live, ospiti del festival gratuito “Senza far rumore” a Cisano Bergamasco, ove a far loro da apripista c’erano gli ottimi milanesi Rhyme (che sul palco hanno dato il massimo per scaldare un pubblico che ancora non c’era, né fisicamente né mentalmente – Party Right!) .

L’arrivo dei Nostri ha suscitato un boato dalle prime file capace di richiamare anche chi stava a godersi la frescura fuori dal tendone che ospitava il concerto, e subito ho temuto che Shaun Morgan potesse essere una delusione dal vivo: con la sua voce graffiante e particolare che spesso fa uso del growl quante canzoni sarebbe riuscito a proporre e con che qualità? Complice una partenza dosata e il mio esagerato pessimismo, Morgan ha offerto invece una solida prova ben sostenuo ai cori da Dale Stewart (basso)  John Humphrey (batteria) e dal nuovo chitarrista Bryan Wickmann, proponendo una scaletta di una quindicina di pezzi presi a piene mani dall’ intera discografia dei Seether in cui hanno trovato posto anche una cover dei Deftones (Change – In the House of Flies) e l’inedito Words As Weapons ad anticipare il nuovo album in uscita ai primi di luglio. Una setlist che ha via via acceso e conquistato il pubblico partendo dal classico Gasoline, passando per il momento raccolto della semiacustica Brocken e raggiungendo l’apice col trittico di hit Rise above this, Tonight, Country song che hanno incendiato il pubblico fino a farlo scatenare nel pogo sfrenato sulle note di Remedy.

Menzione di nota per Dale Stewart presentatosi con una maglietta della Ferrari ad attirarsi le simpatie del pubblico oltre che a sottolineare la passione per i motori già ben evidenti nelle serigrafie del suo basso: un buonissimo intrattenitore sul palco, la parte fisica del gruppo a fare da contraltare alla staticità di un Morgan capace di ammaliare con voce e chitarra senza schiodarsi dalla sua posizione, complice il piccolo palco e il relegarsi in un lato per poter suonare e cantare senza essere troppo infastidito dalla batteria. Il cantante dei Seether, oltre che trascinare con la sua voce, ha saputo però anche divertire con genuini siparietti e sorrisi nei momenti in cui, dopo aver messo in loop un miniassolo diverso registrato all’istante ad ogni cambio strumenti (praticamente dopo ogni canzone), si concedeva un attimo per dissetarsi nella calura estiva e sgranchirsi con improbabili balletti.

Una buona esibizione, che mi ha convinto ancor più della bontà di un gruppo che forse meriterebbe maggiore esposizione qui da noi e qualche passaggio in più alle radio.


Condividi.