Ska-P – MazdaPalace, Torino 20 Marzo 2009

C’era molta attesa nell’aria per il ritorno degli Ska-P, dopo lo scioglimento nel 2005 e dalla successiva reunion, coronata dal nuovo disco, “Làcrimas y gozos”. La scelta della location, il Mazda Palace, era indicativa di quanta richiesta ci fosse di rivedere questo gruppo che nel nostro paese ha sempre avuto un buonissimo seguito e successo.

Molto variegato il pubblico, composto sia dai giovani e giovanissimi che non avevano avuto la possibilità di vederli dal vivo negli anni passati, ma anche da coloro che erano presenti durante il primo tour italiano dei madrileni, nell’ormai lontano 2001.

La ricetta non è sostanzialmente cambiata, si punta sempre molto sull’aspetto teatrale a supporto dei brani, merito di Pipi che si reinventa ogni volta per rendere ancora più incisivo il messaggio portato dalla musica e in particolar modo dai testi. Ed è ancora questo, a distanza di anni, il loro vero punto di forza, riuscire a costruire uno spettacolo convincente anche quando la pura e semplice prestazione musicale fatica ad affermarsi. Se il fine ultimo è far muovere le chiappe alla gente, allora si può tranquillamente dire che ci siano riusciti appieno, l’intero palazzetto era in festa con un bel pogo selvaggio sotto al palco e grandi balli fin sugli spalti. A voler fare le pulci a tutti i costi però, l’esibizione non è stata alla fine memorabile, né perfetta, ma ad un concerto punk non ci si aspetta molto di più, anche se la versione di “I fought the law” dei Clash cantata da Joxemi poteva benissimo essere tralasciata senza troppi rimpianti, e ci sono stati alcuni momenti non proprio brillanti, anche se sugli ormai classici la band non ha deluso le aspettative.

La scaletta ha proposto una sorta di excursus all’interno della loro discografia, presentando da una parte alcuni brani dal nuovo lavoro, tra i quali “Crimen solicitationis” (con tanto di immagine papale che mutava via via in diavolo), l’ottima “Ni fu ni fa”, posta strategicamente in apertura per dare una scossa alle prime file e “El imperio caerá”, ma non potevano certo mancare i brani che li hanno resi noti al grande pubblico, “Cannabis” su tutti, quasi la loro bandiera (con tanto di grandi fumate bianche che si levavano tra il pubblico), senza dimenticare “A la mierda”, “El vals de l’obrero”, “Derecho de admisión”, “Verguenza” e “El gato Lopez”, posta in chiusura di concerto per augurare la buona notte a tutti gli intervenuti.

Livio Novara

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