Slash Padova Gran Teatro Geox 26 ottobre 2012

Si chiude a Padova il 26 ottobre 2012, con un concerto sold out, il tour europeo da headliner di Slash per promuovere il nuovo lavoro “Apocalyptic Love“. Quella che è la prima portata di un’ondata di rock che travolgerà Padova nell’ultimo weekend di ottobre (questa sera infatti, sempre al Gran Teatro Geox, saranno presenti gli Europe, mentre domani i Cranberries saranno ospiti del Palafabris) conferma il dubbio che più di una persona ha in testa da qualche anno: che Slash da solista abbia ben più cose da dire rispetto al suo ex collega nei Guns’n’Roses Axl Rose.

E questo perché, nel tempo trascorso prima dell’arrivo di “Chinese Democracy”, ha avuto l’occasione di aggiungere nel suo curriculum una buona carriera solista e la fondazione di un altro supergruppo come i Velvet Revolver; ad aiutarlo anche un talento naturale nell’essere chitarrista migliorato negli anni e un fiuto da talent scout invidiabile. Non solo per la scelta per il ruolo di frontman di Myles Kennedy, il cantante degli Alter Bridge che si dimostra molto più a suo agio nel ruolo rispetto ai precedenti tour, ma anche grazie alla formazione dei The Conspirators, una backing band compatta e coesa che non fa rimpiangere il mood degli storici Guns.

Con cappello, Les Paul e capelli ricci e lunghissimi d’ordinanza, l’anglo-americano presenta “al pubblico più caldo di tutto il tour” un estratto di una carriera ormai arrivata al traguardo dei venticinque anni, con la parte del leone della setlist affidata all’ultimo lavoro (dal punto di vista dei freddi numeri) e agli storici pezzi dei Guns’n’Roses (da quello emozionale). Poche parole da parte del riccioluto chitarrista e tanto hard rock sporcato di blues, con uno stile che ha fatto scuola e figli nel corso dei due decenni successivi. Una scaletta di qualità ma alla quale manca però il pezzo clou, quella scelta inaspettata che avrebbe fatto sobbalzare chiunque: in linea con la setlist proposta a Bologna, mancano infatti tutte le sorprese (almeno tre) che sono state riservate al pubblico romano due sere prima.

In una serata ricchissima di luci e con qualche ombra (una “Slither” troppo cucita attorno al genio e sregolatezza di Scott Weiland, capace di far uscire ridimensionato anche un talento come Kennedy), si chiude l’esperienza europea di Slash per l’autunno 2012: un tour di successo che ha raggiunto numeri importanti anche nel nostro Paese. Sarà la nostalgia dei Guns’n’Roses, ma ben pochi si sarebbero aspettati affluenze così importanti.

Nicola Lucchetta

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