Sohn, il report del concerto a Milano del 4 ottobre 2014

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Dopo due apparizioni a Torino e all’Ypsigrock quest’estate, torna nel nostro Paese con due date – una a Roma e una Milano – Sohn, il progetto artistico del produttore e compositore londinese Christopher Taylor.
“Tremors”, il suo album di debutto, è senza ombra di dubbio una delle novità più interessanti del panorama in questo 2014, con un misto di elettronica, pop e soul in grado di catturare fin dal primo ascolto.
Non a caso la tappa milanese porta molti curiosi al Tunnel di Milano. In apertura, come per tutte le altre date del tour, ci sono i Fyfe, duo londinese molto interessante. Per voce e movenze il cantante ricorda un po’ gli Alt-j. Sul palco, nascosti dietro a un pad e una chitarra, scaldano al punto giusto il locale che pian piano si va riempiendo. Consigliatissimi.
All’una spaccata Sohn è finalmente sul palco, accompagnato come sempre dai suoi due musicisti.
Fin dalle prime note si capisce che l’intensità del live sarà molto alta. Ciò che stupisce più di tutto è la capacità di suonare l’album in maniera impeccabile, soprattutto per quanto riguarda la voce. L’inizio è un po’ lento ma già nella prima mezz’ora vengono suonate “Tremors” e “Bloodflows” (a parer mio i due pezzi migliori del cd). Lui non si scompone molto, ha gli occhi quasi sempre chiusi e le interazioni con il pubblico sono ridotte al minimo. Scorrono uno dopo l’altro i brani dell’album di debutto insieme a qualche b-side, e verso il finale con “Artifice” e “Lights” si scatena anche lui dietro la sua tastiera e inizia a ballare e incitare il pubblico a fare altrettanto.

Un concerto che, nonostante la breve durata di appena un’ora, non lascia assolutamente delusi, anzi, conferma ancora di più il talento purissimo di questo artista che anche dal vivo è in grado di emozionare e catturare con la sua voce incredibile.


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