SoRock 2007 – Campo Sportivo, Berbenno Di Valtellina (SO) 28 luglio 2007


Avevo sempre sentito parlare bene di questa manifestazione. Quest'anno ho assistito in prima persona al SoRock Day 4, e devo ammettere che manifestazioni simili, gratuite e così ben organizzate ne esistono poche in Italia.
Nessuna celebrazione esagerata o dettata da amicizie, questo è stato sicuramente il festival meglio organizzato a cui mi sia capitato di partecipare negli ultimi tempi: bill italiano valido, cibo a prezzi onesti e atmosfera da festa paesana in cui gli stessi gruppi se la mangiano insieme ai ragazzi. Per far girare bene le cose ci vuole passione e dedizione, doti che a Reggy Fiorenzi e soci, non fanno certo difetto, così come non è mancata la buona volontà a chi si è impegnato al catering, a pulire i tavoli e a garantire un minimo di servizio d'ordine. Qualche stand, Claudia (ometto -Otta sennò s'arrabbia) di RockFm a metter dischi tra un gruppo e l'altro, lotteria e musica a nastro fino alle due di notte con una buona qualità audio.
Gente, di varia 'estrazione musicale', che è affluita con regolarità sin dalle 20, per aumentare parecchio dopo le 23, proveniente non soltanto dalla Valtellina, a testimonianza del fatto che il concerto è diventato un appuntamento fisso anche per chi viene da più lontano.

Dopo questa meritata intro, passiamo ai gruppi che si sono esibiti sotto il tendone da circo della zona palco. Ad aprire le danze sono stati gli Arsura, band locale che ha iniziato a suonare quando il sottoscritto e consorte avevano da poco attaccato pizzoccheri e wurstel di rito. Ci perdoneranno i ragazzi, che abbiamo comunque apprezzato anche se da lontano. Cantare in italiano non è facile, i Nostri si dimostrano in grado di suonare bene anche se al gruppo manca ancora un po' di personalità e quell'impatto irrinunciabile per chi vuole suonare heavy. Comunque un buon antipasto.
I Vitreo invece sanno come farsi ascoltare, ringhiando ai presenti di venire sotto il palco prima di attaccare a suonare. Il power trio ha l'originalità della proposta dalla sua, echi di Primis, Faith No More e anche SOAD nelle loro coordinate e un aggressività coinvolgente che ha provocato i primi timidi mosh-pit della serata. Interessanti e compatti, i tre hanno strappato applausi anche da chi non conosceva per nulla la loro proposta.
Con gli Infernal Poetry la temperatura ha cominciato a salire. Il combo anconetano ha conquistato la platea dopo un paio di pezzi, facendo gasare con il loro death tecnico e tirato, dimostrando di meritare la collocazione tra le migliori band estreme italiane. Ottima la prestazione del singer Paolo Ojetti, che non si è risparmiato coinvolgendo le prime file devastandosi senza sosta l'ugola con un growl ferale. La ciliegina sulla torta per i presenti è stata la cover di "Fear Of The Dark" posta a fine set che ha scatenato davvero il pandemonio sotto lo stage.
E' stato quindi il turno dei Macbeth, formazione milanese dedita al gothic metal. L'approccio meno violento ha giovato specialmente ai nuovi arrivati, meno avvezzi alle sonorità brutali appena ascoltate, mentre ha concesso una pausa ai più oltranzisti prima dei Sadist. La prestazione della band non è stata malvagia, ha trovato riscontri dal pubblico ma è complessivamente risultata meno convincente dal punto di vista dell'intensità e dall'interazione con l'audience rispetto alle precedenti.

I Sadist hanno spaccato tutto. Davvero impressionante la coesione e l'abilità tecnica di questo nome storico della scena italiana, tornato recentemente in azione con il buon disco omonimo. Trevor non si è risparmiato, Tommy come sempre ha stupito i convenuti per la sua dimestichezza nell'alternare chitarra e tastiere come se fosse la cosa più semplice del mondo, Alessio ed Andy si sono dimostrati in buona serata. Le botte non sono mancate, i nuovi pezzi (su tutti "Tearing Away" e "One Thousand Memories") rendono alla grande dal vivo ma è con i classiconi e con la conclusiva "Sometimes They Come Back" dove si rischia di farsi male sul serio. Grandissimi.
A concludere la serata, ecco la Strana Officina, ancora in giro dopo il graditissimo ritorno sulle scene di un anno fa. "Bud" Ancillotti, Enzo Mascolo, Dario e Rolando Cappanera erano attesi da diversi fans e non hanno tradito le aspettative. Un set pestato e metal al cento per cento, senza soste e ricco di feeling anche nei momenti meno spediti. "Viaggio In Inghilterra", "Metal Brigade", "Non Sei Normale" e la conclusiva "Officina" sono stati i pezzi che più hanno galvanizzato i convenuti al SoRock. Al prossimo anno!

Condividi.